2019 12 9 CasaleGaribaldi01Casale Garibaldi si trova in via Balzani 87 a metà tra la Casilina, Centocelle e Torpignattara; questo spazio, di proprietà della Provincia, fino agli anni ‘80 era un cantiere totalmente abbandonato, vi era in programma la creazione di un centro culturale per il quartiere, ma i lavori di ristrutturazione non videro mai la luce.

Il 28 dicembre 1988 alcuni gruppi afferenti alla FIGC, insieme a comitati e associazioni del territorio, decisero per l’occupazione della struttura e diedero inizio all’auto-recupero dello spazio.

L’occupazione durò un anno e mezzo a termine del quale la provincia decise di collaborare a finire i lavori di ristrutturazione e far gestire il casale alle associazioni che di fatto avevano dato vita a questo luogo.

Avuto il riconoscimento si aprirono le porte anche ad altre associazioni del quartiere insieme a reti di disoccupati e precari; tutti di ispirazione certamente antifascista, ma non legate direttamente a percorsi politici o afferenti a centri sociali. La vita proseguì: iniziative, incontri culturali, sala per prove e varie attività fino al 2010.

In questi anni la gestione delle attività all’interno del Casale rimase alle associazioni di quartiere che portarono avanti incontri, corsi, attività con le scuole oltre che ovviamente occuparsi fisicamente della manutenzione dello spazio e del suo splendido giardino.

2019 12 9 CasaleGaribaldi051Nel 2010 il municipio decise di fare un “bando occasione” dove le associazioni – se pur convinte che questo non fosse il modo giusto di assegnare un bene recuperato dal basso come il Casale – vi parteciparono e lo vinsero .La convenzione durò fino a maggio 2017, anno in cui il bando scadde ed il Municipio richiedeva all’associazione di rilasciare lo spazio in attesa di un nuovo bando. Veniva intimato di lasciare i locali e chiudere così un’ esperienza durata 29 anni. Fu allora che l’associazione, forte della partecipazione di un tessuto sociale radicato negli anni, decise di disobbedire a questa ordinanza, di rimanere negli spazi del casale e di auto gestirlo attraverso un’assemblea partecipata da attivisti e abitanti del quartiere.

Vivere un luogo vuole dire anche e innanzitutto prendersene cura e questa assenza e silenzio da parte delle amministrazioni avrebbe nuovamente creato lo stato di abbandono a quel posto nato con impegno sforzo e fatica.

Nonostante il malcontento di doversi muovere per strade scomode quali vertenze ed altro, il desiderio più forte era quello di non lasciare il posto all’incuria ed al silenzio;

le associazioni decisero così di non lasciare l’immobile in attesa di un nuovo bando.

A memoria proprio dei primi passi fatti, per superare questa illogica ratio amministrativa , si riproposero nella modalità “assemblea autogestita”.

Questo va avanti fino all’otto ottobre 2019 giorno in cui il comune, mosso forse da qualche strano o forse non strano moto di rivendicazione di proprietà, emette una determina dirigenziale: lo spazio va lasciato entro e non oltre novanta giorni, altrimenti sgombero coatto.

I novanta giorni volgono al termine e sembra che le attività all’interno del casale, che vedono la partecipazione di tutto il territorio da Torpignattara a Centocelle, non abbiano intenzione di stopparsi. Dopo una prima speranza - già vana - che il comune ritirasse o sospendesse la determina per capire meglio come muoversi, gli “occupanti” ci raccontano dell’unica strada obbligata e necessaria: ricorso al TAR!

Ovviamente è un’azione dispendiosa dal punto di vista economico e questo comporterà la richiesta di sostegno al cittadino ed al territorio che si vede privato di uno spazio frequentato da una centinaia di persone che in questo luogo apprendono lingue, teatro, musica,; qui si organizzano giornate e giochi per bambini, vi è la sala di registrazione, il Clap, lo sportello di supporto a migranti e l’ormai consueto mercatino Terra Terra della domenica.
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Il casale pagava una indennità di occupazione che è stata inaspettatamente quadruplicata rendendo impossibile ai gestori dello spazio la copertura di tutte le spese,ordinarie e straordinarie,di utenze e manutenzione.

Di fatto non è dato ad oggi sapere quale possa essere l’epilogo di questa storia che narra di un luogo vivo utile ed attivo, quel che risulta una costante è che bisogna difendere con i denti gli spazi del popolo.

Bisogna pagare per i servizi che non si hanno e questo porta alla necessità di autoregolamentarsi, gestirsi autonomamente e fare rete per sopperire alle necessità del cittadino; intanto si pagano tasse, utenze, rate e pigioni.

In tempi “normali” l’ironia la satira la comicità vanno oltre la realtà e fanno sorridere per le caricature proposte. Sembra che qualcosa sia cambiato ed il Re si fa vanto d’esser un bravo giullare.

CASALE GARIBALDI / common at work Via Romolo Balzani 87 – Villa De Sanctis

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