Fonte: https://osservatoriocasaroma.com/

Negli ultimi tempi come tamburo battente sentiamo parlare di quegli abusivi e scrocconi degli inquilini delle case popolari: una contraddizione in termini. Eppure ci hanno quasi convinto.

La scorsa settimana una signora delle case popolari di Villa Gordiani è stata sfrattata perché “abusiva”. Ha 68 anni e la pensione al minimo di 420 euro al mese. Dopo lo sfratto è stata trasferita in una casa d’accoglienza dall’altra parte di Roma, nel quartiere della Garbatella. Estirpata dal contesto in cui vive da 40 anni e privata della casa in cui viveva da 15. Questo è uno dei tanti casi di sfratto delle case popolari propagandato come lotta agli scrocconi, ma qual è la situazione a Roma est?

La città di Roma1 continua ad espandersi verso la periferia oltre il raccordo anulare. Nuovi palazzi nascono come funghi dopo una breve battuta d’arresto dovuta alla crisi economica. Nonostante più di 200.000 appartamenti sfitti si continuano ad erigere palazzi su palazzi coprendo il poco verde rimasto. Il quadrante di Roma est che comprende il IV, il V e il VI Municipio ha una densità di edifici pari a quella del centro, unica eccezione in tutta la metropoli. I prezzi delle case continuano a salire mentre sempre più persone non possono permettersi affitti a prezzo di mercato. L’unica strada che si percorre è l’indebitamento.

Le case popolari sono diffuse per lo più proprio in questa zona, come si può vedere dalle mappe. Non stupisce quindi che qui si concentrino gli sfratti delle case popolari. Solo nel V municipio ci sono 4.112 alloggi Ater con a seguire il Tufello, San Basilio, Tor Bella Monaca e Tor Vergata. La città di Roma è divisa tra quartieri completamente privi di case popolari e quartieri densi dove, in questi ultimi, si sviluppa una disuguaglianza rispetto ai primi evidente e di cui in pochi parlano.

 

 

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Le case popolari sono praticamente abbandonate a se stesse. Il comune e l’Ater non garantiscono i principali servizi minimi che deve fornire ai propri inquilini. Le case non ricevono da decenni manutenzioni straordinarie e spesso gli abitanti si autorganizzano per poter affrontare le spese delle manutenzioni ordinarie. Molti degli inquilini non hanno avuto la possibilità di veder ricalcolato il proprio debito nonostante privi del reddito necessario per poter pagare la retta mensile. Per regolamento, chi non ha reddito deve pagare il minimo mentre l’inefficienza deli uffici Ater costringe le famiglie ad un regime che non gli corrisponde. Gli inquilini che occupano pagano per anni la cosiddetta “indennità di occupazione” che non viene riconosciuta da Ater nel momento in cui arrivano le lettere o le multe per occupazione. Inoltre, il Comune, latitante, lascia i quartieri popolari nell’incuria sommersi dalla spazzatura e con il manto stradale completamente coperto dalle buche.

I quartieri dove è presente una elevata concentrazione di case popolari, soprattutto quelle oltre il raccordo, sono quelli investiti da una maggiore esclusione sociale. I dati sull’istruzione e l’occupazione sono i più bassi della città. Il IV, il V e il VI municipio evidenziano il tasso di non completamento della scuola secondaria di primo grado peggiore con una presenza elevata di famiglie con potenziale disagio economico e con la presenza più alta di giovani tra il 15 e i 29 anni che né studiano, né lavorano. I dati disponibili per il mercato del lavoro ci dicono che il tasso di disoccupazione degli abitanti degli alloggi Erp con più di 15 anni è il doppio rispetto alla media romana.

 

 

Gli abitanti delle case popolari concentrati per lo più a Roma est e nel litorale, non solo vivono in case fatiscenti, in quartieri fatiscenti, pagano per servizi che non gli vengono corrisposti, subiscono una disuguaglianza territoriale spaventosa fatta di abbandono scolastico e disoccupazione devono anche sentirsi abusivi ed essere espulsi. Sembra, piuttosto, che gli unici in debito con questo pezzo di Roma siano proprio loro: le istituzioni.

 

1 I dati e le mappe sono ripresi dagli studi di http://mapparoma.blogspot.com e https://osservatoriocasaroma.com/ che ringraziamo