2020 06 04 sciopero affittiA Roma era già difficile in tempi normali, ora molti nodi stanno venendo al pettine. Se ogni attività economica si è fermata con il lockdown, questo non è avvenuto con le rate dell’affitto.

Partito dalle Canarie spagnole e dalla West Coast statunitense, si va diffondendo anche da noi un movimento che vuole collettivizzare un disagio oggi  diffuso e che rischia di essere affrontato nella solitudine dei tribunali, o nella tragedia degli sfratti, tra qualche mese. Rent Strike, ovvero sciopero degli affitti, è una rete di mutuo aiuto per tentare di riaffermare il diritto essenziale alla casa che è venuto meno in questo periodo di coronavirus. Esiste una mappa mondiale degli aderenti allo sciopero: per quello che riguarda la città di Roma, è proprio il nostro quadrante ad avere la maggior concentrazione di segnalazioni.

Abbiamo pensato di approfondire la tematica e di raccogliere nelle prossime settimane racconti e interviste di alcuni aderenti allo sciopero: chi è riuscito ad accordarsi con il proprietario per una riduzione (molto spesso piccoli proprietari), chi no. Molte sono le storie già presenti nella mappa, che rendono evidenti le contraddizioni di un mercato sregolato e segno dell'iniqua distribuzione della proprietà: sono in affitto il 40% delle famiglie più povere, mentre il 60% delle proprietà in affitto appartengono alle fasce sociali più ricche. Nel mercato degli affitti naturalmente ci sono moltissimi piccoli proprietari che possiedono solo una o due proprietà in affitto; tuttavia questa tipologia non è certo quella dominante sul totale delle proprietà. La grande proprietà, i grandi speculatori immobiliari, siano persone fisiche che possiedono decine o centinaia di case, o società che fanno profitti sugli immobili residenziali, controllano migliaia di appartamenti nelle grandi città, e gli scarsissimi contributi all'affitto erogati dal governo in questi mesi di crisi sono quindi andati a finire, in proporzioni intollerabili, nelle tasche di chi già aveva troppo. Dichiarare incolpevole le morosità dovute alla pandemia è una delle rivendicazioni avanzate dai gruppi che portano avanti lo sciopero degli affitti. Raccomandazioni legali, sportelli di supporto e informazioni su come comportarsi con piccoli e grandi proprietari sono i principali strumenti che affiancano un’attenta analisi sia della distribuzione della proprietà, che delle misure governative teoricamente a sostegno dell'affitto. La mobilitazione può riassumersi in una delle frasi diffuse nei vari comunicati dello sciopero: nessuno dev'essere messo nella condizione di scegliere se mangiare o pagare l'affitto, e chi è stato costretto a scegliere, ha il diritto di smettere di pagare l'affitto.

Dopo una serie di assemblee pubbliche virtuali organizzate durante la quarantena, simbolicamente sempre il giorno 5 del mese (il giorno in cui, per molte persone, scade il termine per il pagamento dell'affitto), questo 5 giugno si svolgerà un nuovo forum telematico in cui si cercherà di unire la questione dell'affitto con una serie di altre questioni che riguardano la città e l'abitare: la gentrificazione, la turistificazione, il recupero dei centri storici adesso svuotati dal blocco della mobilità internazionale. Nell'assemblea precedente (a cui hanno partecipato Paolo Berdini, Rossella Marchini, Luciano Villani, oltre che rappresentanti del Rent Strike negli USA e in Catalogna) si è discusso della questione della distribuzione della proprietà, e delle metodologie di coordinamento delle varie reti territoriali italiane (Roma, Torino, Bologna, Macerata). In questo nuovo appuntamento invece si ragionerà su come rimettere l'affitto al centro del discorso sulla città, rivendicando che i centri storici, i quartieri emblematici di una città, non devono essere riservati al turismo e a chi può pagare, ma dovrebbero essere patrimonio di tutte e tutti gli abitanti. Introdurrà l'assemblea Tom Slater, geografo scozzese, esperto riconosciuto di gentrificazione, e che ha collaborato attivamente alla battaglia del sindacato scozzese 'Living Rent' conclusasi con una vittoria epocale: una legge per il controllo pubblico sugli affitti in Scozia. Altre regioni europee stanno adottando provvedimenti simili (l'ultimo, il parlamento della Catalogna). Non c'è nessuna ragione perché questo non avvenga anche da noi. Lo sciopero è l'unica arma che abbiamo per spingere in questa direzione.

Approfondimento su Napolimontor:
Covid-19, lo sciopero degli affitti come immunità di gregge. Un focus in continuo aggiornamento https://napolimonitor.it/covid-19-lo-sciopero-degli-affitti-come-immunita-di-gregge/