2020 7 7rentstrike giuliaContinua lo sciopero degli affitti e seguitano ad arrivare i racconti di chi ha scelto di aderire ad una campagna che mette in dscussione l'intoccabilità della rendita immobiliare.
Centocelle, periferia orientale, Giulia:

Ciao sono Giulia, abito a Centocelle e nel nostro appartamento siamo in 3. Io con un lavoro irregolare da babysitter e aiuto compiti, una ragazza che lavora in un hotel del centro cittadino e un ragazzo impiegato al McDonald. Entrambi i miei coinquilini sono stati messi in cassa integrazione ma essendo lavori part-time hanno ricevuto cifre bassissime e l’accredito è avvenuto con estremo ritardo. Per quello che mi riguarda ovviamente essendo in nero nessuna CIG. Nessuno di noi, per un motivo o per un altro, ha potuto accedere ad alcun tipo di bonus. Nel Bonus affitto non ci rientravamo ed io essendomi laureata durante la quarantena non ho potuto nemmeno accedere al bonus studenti.

Abbiamo deciso quindi di chiedere ai proprietari la sospensione. Dal canale Telegram del “rent strike” abbiamo raccolto informazioni e alcuni modelli di lettera con cui abbiamo scritto una mail ai proprietari. Il mese di marzo già lo avevamo pagato e quindi questa richiesta partiva da aprile. Ci hanno sospeso aprile e non dovremo restituirlo. Da maggio, dopo una lunga trattativa con i proprietari abbiamo ottenuto di pagare fino a settembre il 30% in meno del canone. E’ stata dura perché inizialmente ci hanno proposto di indebitarci e di pagare a inizio 2021. La cosa ci è sembrata assurda fin dall’inizio perché avendo lavori incerti l’idea di dover restituire tutto a gennaio era una follia. Siamo riusciti quindi ad ottenere di pagare 700€ al posto di 1000€ fino a settembre, poi si vedrà.

I proprietari sono stati inizialmente comprensivi ma hanno iniziato a risponderci, anche nelle mail, in maniera abbastanza agitata ed esasperata. Comprensivo per la situazione generale di stress di questa pandemia, ma devo dire che in alcune occasioni sono stati abbastanza aggressivi nei nostri confronti. Ad onor del vero non ci stavano buoni rapporti neanche prima.

Io e i miei coinquilini abbiamo aderito al “rent strike” da aprile appena abbiamo scoperto l’iniziativa perché conosciamo situazioni molto più incasinate delle nostra e questo dell’affitto è un tema centrale delle discussioni. Il mio coinquilino è afgano e abbiamo invitato molti dei suoi conoscenti a inviare lettere e mail ai proprietari per invitarli a trattare sul canone.

In particolare mi sono impegnata ad occuparmi della mappatura; di raccogliere i dati del questionario che stiamo facendo e di inserirli in una mappa visibile sul sito. Abbiamo un file dove raccogliamo le risposte e ne arrivano di esasperate. Ci sono moltissime situazioni critiche ed è veramente assurdo che lo Stato non se ne occupi. Con il resto degli aderenti alla campagna riteniamo fondamentale questa tematica.

Io purtroppo per lavorare sono dovuta andare in Sardegna e quindi lontana da tutto posso essere utile solo continuando ad occuparmi della mappa e seguendomi i tavoli tematici che stanno partendo.