CENTOCELLE VIA DEI CASTANIIl dibattito sulle isole pedonali è aperto. Prima di riportare le impressioni di un abitante di Centocelle a seguito di un’assemblea pubblica sulla pedonalizzazione di via dei Castani, non possiamo non considerare quanto avvenuto al Pigneto a partire dalla metà degli anni Novanta.

Un quartiere depresso, pieno di eroina, che però vede l’impegno degli abitanti in alcune rivendicazioni sociali: la riapertura del cinema Aquila, la sperimentazione della chiusura al traffico di parte di via del Pigneto per iniziative pubbliche, l’apertura del parco dell’ex Snia al posto del centro commerciale. Nel 1994 il comune dispone l’isola pedonale che diventa subito un piccolo ma importante luogo di aggregazione, così come desiderato dagli abitanti del quartiere. Ma le intenzioni si capiscono già nel 1997: le realtà sociali attive nel territorio, occupano a scopo abitativo la ex fabbrica farmaceutica Serono e subito interviene la forza pubblica a sgomberare e impedire ogni percorso alternativo (la fabbrica diventerà infatti un hotel di lusso). Negli anni successivi iniziano ad aprire bar e ristoranti a un livello ancora umano che diventa decisamente disumano a partire dal 2008-2009: in piena crisi economica scompaiono le ultime attività artigianali e di vicinato per essere sostituite da locali notturni. Nasce così la questione “movida” e dell’espulsione degli abitanti verso la periferia.

Ieri, 20 marzo 2019, nel teatro parrocchiale della chiesa di san Felice a Centocelle gli abitanti e i commercianti del quartiere sono stati chiamati per un confronto sul progetto di costruzione dell' “Isola ambientale” che dovrebbe partire da piazza dei Gerani e arrivare alla chiesa di San Felice.

A presentare il progetto erano presenti il presidente del V Municipio: Giovanni Boccuzzi, il neo presidente dell'Assemblea Capitolina, nonché presidente della commissione mobilità: Enrico Stefano; l'esponente di Fratelli d'Italia Francesco Figliomeni, vice presidente dell'assemblea Capitolina e consigliere di Roma Capitale.

Si tratta di un progetto di pedonalizzazione e “riqualifica” di un area per il quale hanno già speso 50.000 euro solo per il progetto preliminare.

Un progetto che ieri i nostri magnifici rappresentanti politici non sono minimamente riusciti a spiegarci, non sono riusciti a dirci dove passeranno gli autobus, dove saranno previsti dei parcheggi, quanto costeranno i lavori. E mentre i pentastellati fingevano di volere il bene dei cittadini, il membro di Fratelli d'Italia tentava di cavalcare la rabbia di chi vive nel quartiere e non ha bisogno di “isole ambientali”. In somma ieri nella parrocchia di San Felice si è assistito al più classico dei giochi a cui la politica di partito ci ha abituato negli ultimi decenni: quello della gara tra maggioranza e opposizione a chi prende più in giro le persone che subiscono sulla loro pelle gli interventi della politica.

Ma sembra palese che questo progetto sia la copia di ciò che è già successo al Pigneto, in certe zone del centro e che ora con la scusa dell'“isola ambientale” vogliono portare con la forza a Centocelle, all'Eur, a Ostia Antica; snaturando il tessuto sociale che ora vive e rende vivibile questi territori. Sappiamo già che aumenteranno i prezzi delle case e dei locali commerciali e che quindi aumenteranno gli sfratti, chiuderanno le botteghe e le attività locali che sono il cuore di questo quartiere; arriveranno altre multinazionali (ricordo che l'area prevista è compresa tra il Burger King e il MC Donald's) e gruppi finanziari pronti a speculare su bar e locali per il divertimento, portando quel disagio caratteristico dei luoghi prediletti dai piani urbanistici per la “movida”.

Al Pigneto infatti ciò che veniva sbandierato dalle amministrazioni come un bene per i cittadini, come una conquista per il quartiere è stato proprio ciò che ha costretto ad allontanarsi gli abitanti. Ciò per cui le persone di quel territorio hanno combattuto, come piazza Nuccitelli Persiani, è ora al centro di una speculazione che abusa del territorio tanto dal punto di vista architettonico, quanto economico e umano. L’apertura della metropolitana e di locali “cool” che utilizzano l’immagine di artisti schierati a sinistra o che si appropriano di lotte passate per i loro programmi di marketing hanno portato gli affitti alle stelle creando un quartiere di facciata che va bene per turisti e gente di passaggio. (Senza nulla togliere a questa maniera di vivere un territorio, credo fermamente che non si possa progettare uno spazio urbano a partire da chi quello spazio urbano lo vive di passaggio, magari per due giorni in una vita.)

L’altro giorno chi ha partecipato all'incontro era contrario alla realizzazione di un progetto del genere, contrario a far diventare Centocelle come il Pigneto, contrario ad essere preso in giro dalla politica, contrario all’idea che se in periferia arriva un servizio, come la metropolitana, allora debba necessariamente avere inizio un progetto di speculazione e di espulsione degli abitanti. Centocelle non ha bisogno di Isole Ambientali, ma di un potenziamento del trasporto pubblico, di un servizio di pulizia pubblica efficiente che pulisca cassonetti e marciapiedi, della riapertura di un centro sanitario pubblico all'altezza del numero di abitanti, della bonifica del Parco Archeologico di Centocelle che è una vera e propria discarica di rifiuti tossici e della manutenzione delle aree verdi già presenti nella zona.

L'incontro è finito, come si suole dire, in “caciara”. Da un lato i rappresentanti del municipio che cercavano di fuggire e dall'altro i membri dell'opposizione, tanto di destra quanto di sinistra, che tentavano la loro campagna elettorale. Nel mezzo noi: abitanti, cittadini, lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse, persone alla fine dei conti, con necessità, bisogni e desideri, ma sicuramente senza alcun bisogno che qualcuno speculi sulle nostre vite e ci prenda in giro.