In via Ettore Fieramosca è comparso un piccolo altare laico dove ricordare l’ennesima vittima della povertà e della marginalità a Roma. Una fotografia del profondo sfregio fatto a Casalbertone, un quartiere che, a parte cementificazione, speculazioni e palate di soldi per costruttori e politici, non vede garantiti servizi, pulizia, manutenzione e lavoro per chi ci abita.

Ce l’aveva un nome la persona trovata carbonizzata accanto ai resti della sua baracca la mattina del 26 febbraio scorso a Casal Bertone, in via Fieramosca, proprio sotto i binari della ferrovia. Si chiamava Dorin e veniva dall’Europa dell’est. Gli abitanti del quartiere dicono che a volte lo vedevano andare e venire dalla sua casetta di lamiere accanto ai binari.

Il fuoco non ha reso possibile identificare Dorin ma col passare dei giorni assieme a una bellissima margherita rossa firmata semplicemente “Casal Bertone”, sono apparse foto, cartoline, messaggi di amici ma anche di chi non conosceva Dorin. Parole di cordoglio attaccate alla buona assieme a candele,vino, cibo e fiori che hanno formato col passare dei giorni un vero e proprio altare laico dove ricordare l’ennesima vittima della povertà e della marginalità a Roma.

13 morti per il freddo dall’inizio dell’inverno fino ad oggi, 4 a causa del fuoco; questi i numeri di una vera e propria emergenza sociale a cui lo stato non è in grado di far fronte e invece di attivare tutte le misure possibili per combattere la marginalità e la disuguaglianza nella capitale, consegna i quartieri ai privati, alle banche, ai palazzinari, lacerando il gia indebolito tessuto comunitario che cerca di sopravvivere fra nuovi centri commerciali , filiali di istituti finanziari, AirBnb, catene di franchising e i soliti regali del comune alla speculazione dei soliti noti sulle zone popolari della città.

E mentre ogni mattina lavoratrici e lavoratori aspettano gli “spostapoveri”, autobus e tram strapieni che non passano mai, quando non prendono fuoco, per andare a farsi sfruttare per pochi euro all’ora, i privati si prendono tutto e svuotano i quartieri a favore dei profitti.

Casal Bertone ha visto dagli anni ‘80 un progressivo deterioramento delle condizioni di vita nel quartiere, dovuto prima alla grande ondata di cementificazione portata dalla tangenziale est e dall’autostrada dei parchi e poi dalla fine degli anni ‘90 ai primi anni 2000 con la cementificazione della nuova stazione Tiburtina, gli spostamenti della tangenziale est da completare e poi la svendita di intere aree del quartiere per fare spazio a hotel, residence di lusso e centri commerciali che hanno distrutto e attaccato l’economia locale come l’enorme mostro a capitale straniero Auchan di via Pollio.

I lavori per l’alta velocità a inizio 2000 continuano e oltre al completamento della linea Roma-Pescara, viene anche ultimata la TAV, dopo 10 anni di lavori ad alta invasività sul territorio e senza lasciare nessun tipo di compensazione al quartiere.

Mentre i costruttori si fregano le mani fra appalti e speculazioni edilizie ( come quella clamorosa del complesso abitativo in via De Dominicis del 2005 regalata dallo stato a un privato) il parco che doveva sorgere su via Ettore Fieramosca si è trasformato in una terra di nessuno: un’area che è la fotografia di un vero e proprio sfregio fatto a Casalbertone nel tempo, un quartiere che, a parte palate di soldi per costruttori e politici non vede garantiti servizi, pulizia, manutenzione e lavoro per chi ci abita come denuncia anche il Comitato di Quartiere Casal Bertone dalla sua pagina facebook:

L' ABBANDONO CREA INSICUREZZA +++

“Questa notte si è sviluppato un incendio lungo la ferrovia a #CasalBertone, vicino alla scuola media. Purtroppo nell’incendio ha perso la vita una persona. Si tratta di una tragedia che si sarebbe dovuta evitare. Da sempre evidenziamo lo stato di incuria, degrado e abbandono in cui versano le aree tra via di Casal Bertone e via Fieramosca, situazione certamente aggravata dalla mancanza delle opere pubbliche previste da oltre 10 anni come compensazione dei lavori TAV .In questo contesto si trovano ad essere relegate all’invisibilità persone che dovrebbero essere destinatarie di interventi sociali e assistenziali. Non ci stanchiamo di ripetere che la sicurezza della città si può garantire solo tramite la sua riqualificazione, la tutela degli spazi pubblici e dei diritti della persona.”

E mentre apre un nuovo residence di lusso accanto al nuovo centro commerciale, proprio dietro la nuova banca e a poche centinaia di metri dal nuovo polo logistico di una multinazionale della distribuzione, qualcuno muore di freddo nella sua baracca.

Ogni giorno nuovi poveri vengono espulsi dai quartieri dalla aggressività di multinazionali, speculatori e palazzinari che con la complicità delle istituzioni e con cemento e gentrificazione consegnano la città al degrado.