2020 6 8 api capitan calamaioDa tempo seguiamo le avventure di un personaggio chiave del nostro quartiere: Capitan Calamaio.In questa quarantena si è trasformato in CalaMax e ci ha regalato nuove avventure e una nuova appassionante esperienza riguarto l'apicultura.

Ciao a tutti, ringrazio Levante per avere deciso di dare visibilità al progetto dell'apiario didattico "Api per il Lago" sito al parco del Lago Bullicante ExSnia, in via di Portonaccio 230.

Visto il periodo di quarantena, dovuto al Covid 19, si è pensato, in accordo con il Forum territoriale del parco delle Energie che gestisce il lago, di realizzare dei video che raccontassero lo sbocciare della primavera nel parco, condividendo l'evento con chi non poteva farlo dal vivo.

Tali video sono stati pubblicati sulla pagina Fb Lago Bullicante con il nome di: Corrispondenze dal lago Bullicante. Le puntate sono state 9 più alcuni spin off, dedicati ai fiori, agli insetti e agli altri animali presenti nel parco. Ho realizzato i video facendo in modo che si avesse la sensazione di fare una passeggiata. Mi chiamo Massimiliano, ma in tanti mi identificano come Capitan Calamaio, personaggio inventato da me e da Lenina, la mia compagna, quindi per l'occasione, non potendo vestire la divisa da pirata, ho scelto di unire le due personalità chiamandomi: CalaMax.

Ho avuto il privilegio, in quanto gestore dell'apiario, di poter frequentare il parco nel periodo della quarantena, nei mesi di chiusura, oltre a occuparmi delle api, ho tenuto in ordine il parco, potando le piante, spontanee e non, innaffiandole quando necessario e falciando all'occorrenza l'erba. Ho preferito però praticare quello che chiamo: Sfalcio consapevole, lasciando cioè che i cespugli fioriti potessero crescere rigogliosi, fornendo in questo modo, una grande varietà di pollini e nettare alle api presenti al parco e a tutti gli altri insetti impollinatori. A tal proposito abbiamo costruito un Bugs hotel, rifugio per gli altri pronubi, struttura a forma di casetta molto presente nei parchi del nord Europa apprezzato, oltre che dagli ospiti che la abitano, anche dai visitatori umani, bambine e bambini in particolare.

Tornando alle "Corrispondenze" ho preferito impostarle in modo da far conoscere agli spettatori ogni angolo segreto del lago, descrivendo piante e animali che, magari, ad una osservazione distratta, sfuggono alla nostra attenzione. Particolarmente gradite sono state le puntate con il Picchio rosso maggiore che faceva capolino dal nido scavato su un salice a bordo lago, le passeggiate delle famiglie di Germano reale e anche i momenti più toccanti come la descrizione dell'albero di Giò, un melograno piantato da una famiglia che, in questo modo, ha voluto ricordare un giovane figlio perso prematuramente o il lancio di una Rosa rossa nel lago, dedicata ai partigiani, in occasione della Festa di Liberazione, con Bella ciao come colonna sonora. Hanno creato molto stupore anche i video degli sciami che, quest'anno in particolare molto numerosi, hanno caratterizzato il mese di aprile.

La mia passione per le api nasce da piccolissimo insieme a quella per tutti gli insetti, a casa realizzavo delle teche che colonizzavo con ogni genere di insetto che trovavo in campagna per poterli studiare da vicino, visto che le api non potevano essere rinchiuse in piccoli spazi, approfittavo, quando si presentava l'occasione, di poterle visitare in qualche apiario curato da amici.

Ho iniziato però la mia esperienza di apicoltore in occasione dell'allestimento dell'apiario didattico, che tuttora curo, al lago, insieme a Maurizio. Ormai quattro anni fa in compagnia di un ristretto gruppo di persone, Sara e Carlo in particolare, abbiamo costruito un recinto alto due metri, per poter essere a norma, dotato di finestre dove all'interno sono ospitate tre arnie abitate da altrettante famiglie, hanno anche un nome: "Briza l'ape pirata", che è anche un personaggio delle avventure di Calamaio; "Yambe" che è la traduzione di "ape" in senegalese in onore di Mamour e Fathy, i custodi del lago e infine "Furore" nome scelto dai bambini/e in occasione di un evento dedicato alle api. A causa delle sciamature le famiglie adesso sono diventate cinque, una si chiamerà Sara, in onore della prima apicoltrice del lago e l'altra Evodia, lo stesso nome della pianta Evodia tetradium daniellii, meglio conosciuta come L'albero del miele. Altri sciami andranno a popolare il nuovo apiario "gemello" che sta sorgendo in questi giorni presso il Csoa ExSnia, che come quello del lago sarà didattico e quindi aperto alle visite delle scolaresche.2020 6 8apicalamaio4

Tengo a precisare che non ho seguito nessun corso per apicoltori ma ho imparato tutto quello che al momento conosco frequentando apiari e rubando le competenze agli apicoltori che ho avuto il piacere di conoscere. Tra gli altri vorrei citare quello che considero il mio mentore: Angelo, del Forte Prenestino, colui che gestisce, da oltre 25 anni, l'apiario del Forte. Lo stesso che ci ospita per la smielatura all'interno del laboratorio "Officine Naturali" del Forte.

Le api ospitate al lago sono sorelle di quelle del Forte in quanto le prime tre famiglie che hanno abitato in nostro apiario sono tre sciami che ci sono stati donati da Angelo.

Per provare a spiegare l'importanza delle api userei una frase attribuita ad Einstein: " Quando morirà l'ultima ape, all'umanità resteranno solo 4 anni di vita." L'umanità, per la sua sussistenza, dipende dai pronubi e dalle api in particolare, senza l'impollinazione non si mangia. L'uomo però sembra non voler fare suo questo motto, infatti è il maggior responsabile della moria di queste piccole, indispensabili, creature che già devono difendersi da situazioni naturali come peste, varroa, vespa vellutina etc. È paradossale infatti che studi sempre più approfonditi ci dicono che le api in città stanno meglio di quelle che vivono in campagna, l'inquinamento dei nostri centri abitati è poca cosa al confronto di pesticidi, insetticidi e fitofarmaci usati in agricoltura, sopratutto quella intensiva. Risulta inquietante il fatto che, piuttosto che proibire questi prodotti nocivi, si stia cercando di sostituire le api con l'ausilio della tecnologia impegnata nella creazione di api robot o ancora peggio con l'utilizzo di persone che, armate di cotton fioc, provano a sostituirsi alle api nell'impollinazione. Anche la varietà di fiori presenti nelle città è spesso più varia rispetto a centinaia di ettari di colture dello stesso prodotto ortofrutticolo.

Agganciandomi all'ultimo dato rispondo alla domanda sulla composizione del "Miele Bullicante", quali nettari hanno bottinato le api per produrlo e, infine, sulla presenza o meno di metalli pesanti.

Il primo raccolto di quest'anno non abbiamo potuto farlo analizzare causa quarantena, i melari sono stati posizionati il 15 marzo e, a fine aprile, abbiamo proceduto alla smielatura, possiamo considerarlo un miele Covid19, quindi prodotto con la totale assenza di agenti inquinanti prodotti dalle auto come Monossido di carbonio, Idrocarburi non combusti, Ossidi di azoto e zolfo, Particolato carbonioso etc. Le ultime analisi sono state effettuate a settembre dello scorso anno e hanno evidenziato una piccolissima percentuale, tre volte inferiore agli standard europei, di piombo e la totale assenza di altri metalli pesanti come il cadmio, mercurio, cromo e tallio. Nell'analisi del nettare abbiamo riscontrato una percentuale del 34% di Rovo, 18% Ailanto, 13% di trifoglio e, il restante, altri fiori di campo e da frutta, per il 99% presenti nell'aria che comprende il parco del lago. Queste analisi dimostrano anche che in un'aria compresa tra Largo Preneste e la Tiburtina, una delle più inquinate di Roma, la bio diversità dal lago ha fatto si che l'aria che si respira all'interno del parco è molto meno inquinata, per non dire pulita. A avvalorare questa tesi, possiamo citare le numerosissime libellule e i tanti pipistrelli, censiti nell'aria lago, la cui presenza è un ottimo indicatore di salubrità dell'aria.

Concludo questo intervento invitando gli appassionati al corso per apicoltori principianti che si sta tenendo al lago, tenuto da me, e da altri apicoltori più esperti, che potranno affiancarci nella cura dei due apiari, con incontri teorici il giovedì alle 18 e visite pratiche in apiario negli altri giorni della settimana.

Grazie per l'attenzione.

Vi auguro buone api e, come direbbe Calamaio, Buon Vento!