2019 01 02 campo villa gordiani2L’impianto sportivo di Villa Gordiani vede la luce nel 1953 all’interno del parco da cui prende il nome.

A scanso di equivoci occorre chiarire immediatamente che il campo e le strutture annesse si trovano all’interno di un’area archeologica e che, verosimilmente, 65 anni fa il tutto fu costruito senza seguire l’iter burocratico necessario per l’edificazione.

Sempre a scanso di equivoci chiariamo che, di questa irregolarità di fondo, per 64 lunghi anni non è importato nulla a nessuno. Non certo agli abitanti di un quartiere tanto bello quanto complicato che hanno potuto godere di un servizio cui molti legano ricordi felici. Non alle amministrazioni (comunali prima e municipali poi) che per 64 anni hanno continuato a gestire l’impianto come un qualsiasi impianto sportivo pubblico (come testimoniano tutte le concessioni succedutesi nel tempo).

La tesi dell’abusivismo, a voler essere sinceri, presta il fianco ad alcune critiche. Si potrebbe obiettare, ad esempio, che oggi il campo è accatastato e che quindi le irregolarità iniziali sarebbero state sanate nel tempo. Si potrebbe obiettare altresì che l’impianto è omologato sia dal CONI che dalla FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio). Ci si potrebbe chiedere perchè la Sovrintendenza dei Beni Culturali, nel bocciare un bando scritto dalla precedente giunta PD, non abbia rispedito al mittente la proposta cje aveva in allegato una richiesta di smantellamento dell’impianto.

Si potrebbe, ma la questione, per chi non guarda il mondo attraverso la lente della legalità, è totalmente ininfluente. Anche perchè questa lente sta distruggendo un passo alla volta tutti i servizi che il quartiere aveva strappato alle amministrazioni con anni di lotte per una vita dignitosa. In poco più di tre anni la legalità pentastellata ha già sottratto al quartiere un centro di supporto per minori, un circolo ricreativo per anziani e, ora, è la volta del campo sportivo. In tutti questi casi la giunta Boccuzzi si è dimostrata sorda alle richieste di dialogo che provenivano dalle associazioni. Oggi la vicenda del campo risulta emblematica di questo atteggiamento.

Volendo ripercorrere brevemente le ultime vicende legate al campo occorre partire dai primi giorni successivi all’insediamento della giunta cinque stelle al V municipio.

Nel luglio del 2016, infatti, l’assessore alle politiche Culturali e Sportive incontra alcuni ragazzi che qualche giorno prima avevano riaperto l’impianto. Dopo due anni di abbandono il campo torna a vedere la luce grazie all’impegno di un gruppo di abitanti del quartiere che firmano i loro volantini con una dichiarazione di intenti chiara: "Riportiamo il calcio a Villa Gordiani". Da lì nasceranno due squadre di calcio popolare nel giro di due anni, l’ASD Villa Gordiani e la Borgata Gordiani.

Sul campo, però, nessun passo in avanti. La riqualificazione dell’impianto viene resa impossibile dall’ostruzionismo della giunta Boccuzzi. Senza acqua e senza elettricità l’impianto non funziona.

Arriva in questa situazione, come un fulmine a ciel sereno, la direttiva di Giunta n.18 del 08/05/2017. Questa prevede, insieme al ripristino dell’area del campo di calcio di Villa Gordiani, Viale Venezia Giulia 48/A, a verde pubblico, la riqualificazione dell’area archeologica del complesso dei Gordiani attraverso il restauro del mausoleo e l’istituzione di un centro documentale volto ad aumentare l’offerta culturale e turistica del territorio.

Il quartiere si mobilita contro lo smantellamento e il proposito sembra accantonato dall’amministrazione. Quello zero alla voce "politiche sportive" del bilancio preventivo delle risorse stanziate dal municipio faceva pensare che l’assenza di fondi, per una volta, potesse giocare in favore del quartiere. 2019 01 02 campo villa gordiani

Poi, qualche giorno fa, la sorpresa. Nel parco non si presenta un gruppo di restauratori pronti a restituire al Mausoleo dei Gordiani il suo antico splendore e nessuna traccia neanche del centro documentale e dei turisti. Tutto questo resterà lettera morta. Una parte della direttiva però va attuata. Per quella i fondi sono stati trovati.

È il 27 dicembre 2018 quando mezzi pesanti, ruspe e demolitori si presentano al parco per la "demolizione dei fabbricati esistenti del campo da calcio". Il quartiere chiede spiegazioni ai presenti. Dal municipio si vedono solo gli uffici tecnici. Dei responsabili politici neanche l’ombra. Il quartiere trova un alleato nell’amianto. Già, perché la giunta Boccuzzi dopo aver fatto dell’amianto l’argomentazione principale a sostegno dello smantellamento, ha pensato bene di fare una gara d’appalto per dei lavori senza indicare la presenza di amianto nella stragrande maggioranza della struttura. I lavori, inevitabilmente, si fermano. Il giorno seguente una grossa assemblea popolare si esprime nettamente a difesa del campo.

Il 29 dicembre però, nonostante la ditta avesse comunicato di non voler proseguire i lavori, viene invitata a procedere alla demolizione della parte senza amianto della struttura (la cosiddetta “casa del custode“ in cui viveva, per l’appunto, il custode). A questo punto la rabbia dei presenti costringe gli addetti ai lavori a ricaricare le ruspe sui camion. Il direttore dei lavori sparisce per ore mentre il presidio di fronte al campo cresce nei numeri.

Anche questa giornata finisce così. Con le strutture ancora in piedi e tante domande senza risposta sul perchè il municipio non riesca a capire che i 70 mila euro stanziati per la demolizione basterebbero e avanzerebbero per bonificare l’amianto e restituire il campo al quartiere.

L’impressione è che la giunta Boccuzzi stia prendendo un grosso granchio. L2019 01 02 campo villa gordiani3a retorica del "lasciateli lavorare" ha già privato questo quartiere di troppi servizi. Sarebbe bastato davvero poco. Anzi, basterebbe davvero poco. Basterebbe andare al campo, alla ripresa dei lavori, e osservare le reazioni dei passanti alla vista delle ruspe. Basterebbe ascoltarne i commenti, i ricordi, le voci rotte da rabbia e sconforto per l’ennesimo pezzo di quartiere che viene distrutto. Il "Movimento 5 Stelle V Municipio" ha descritto così tutto questo: "Container e recinzioni arrugginite, un po‘ di amianto qua e la, una casupola senza ne luce ne acqua in cui andava a dormire una persona senza fissa dimora. In una parola: degrado"

Si è tollerato tanto. Forse troppo. Sull’altare della legalità la giunta Boccuzzi ha sacrificato servizi essenziali per i nostri quartieri. Più volte si è giustificata l’incompetenza pentastellata e non bisogna fare altrettanto con la loro arroganza. Il 7 gennaio 2019 l’appuntamento lanciato dalle realtà di Villa Gordiani, che sostengono che la volontà popolare non può decidersi nelle segrete stanze di via di Torre Annunziata, è proprio lì, sotto gli uffici del municipio.

Villa Gordiani vuole il suo campo. Con buona pace della legalità a cinque stelle.