La storia e le riflessioni su un lago resistente 

LA STORIA

Era il 1954 quando dopo quasi 30 anni di attività la Cisa Viscosa chiudeva i cancelli, la fabbrica tessile di epoca fascista abbandonava le attività lasciando nell’incuria enormi capannoni industriali e decine di ettari di verde tra la ferrovia, via di Portonaccio e via Prenestina. Passarono gli anni, il quartiere intorno all’area ex-industriale si trasformò iniziando a diventare tra i più densamente popolati della città di Roma e arrivò il primo tentativo di speculazione.

Nel 1990 la società Pinciana 188, poi assorbita dalla più grande Ponente 1978 Srl di proprietà del costruttore Antonio Pulcini, acquista il complesso industriale e inizia a progettare la costruzione del più grande centro commerciale a Roma che avrebbe occupato un’area verde di 16 ettari di cemento, a due passi dalle mura di Porta Maggiore. Nel 1992 iniziano i lavori ma poco dopo arriva la brutta notizia: lo sbancamento, profondo 10 metri per la costruzione dei parcheggi del gigante di cemento, intercetta la falda acquifera ed allaga il cantiere. Nasce il lago.

I tentativi di svuotamento sono inutili, il fiume Almone, affluente dell’Aniene, dopo anni e anni di interramento ritrova la luce e non ne vuole sapere di fermarsi. A nulla possono le idrovore che, nel maldestro tentativo di svuotare la zona del cantiere, intasano le fognature del quadrante prenestino portando, alle prime piogge di quell’anno, a una inondazione di liquami Largo Preneste e il cantiere stesso.

La natura si riprende il suo spazio tra i palazzi della metropoli, non è un caso questa zona sia attraversata da vie dal nome “Acqua Bullicante” e “Maranella”. Si blocca tutto. Il comitato di quartiere, già allarmato e sul piede di guerra dall’inizio dei lavori, prende forza e inizia a manifestare contro la cementificazione di un’area verde vissuta da tutti per le più disparate attività legali e non. Tra cambi di destinazione d’uso illeciti, truffe e reati vari il puzzle si chiude, partono le prime denunce a un funzionario del comune e il cantiere viene definitivamente bloccato nel 1993.

Nei 10 anni successi la lotta per la difesa della zona ex viscosa continua, nasce il csoa exSNIA come presidio di difesa dell’intera area e baluardo per la rivendicazione di un parco pubblico, iniziano gli espropri pubblici che porteranno alla fondazione del Parco delle Energie e successivamente alla costruzione della casa del parco, dell’area cani e del quadrato. Quello che prima era privato si vuole rendere pubblico, accessibile a tutti e lentamente si riescono a strappare intere zone ai tentativi di cementificazione. In quegli anni non mancano i tentativi di speculazioni da diversi fronti, quella zona fa gola ai costruttori (ritroveremo sempre Pulcini) e i partiti da destra a sinistra avvallano ogni progetto di “messa a valore” dell’intera area. A cavallo degli anni 2000 sarà l’attuale Pd insieme alla Sapienza del vice Rettore, Luigi Frati, a tentare un progetto di residenze universitarie con attività commerciali, ripreso nuovamente nel 2012, questa volta con Frati a capo dell’Ateneo romano, non verrà mai realizzato. Con Gianni Alemanno sindaco nel 2008 per i mondiali di nuoto viene data la concessione alla Asd Larus Nuoto per la costruzione di un nuovissimo impianto nella zona verde limitrofa al lago. Anche questo progetto si arena, la denuncia del comitato di quartiere e lo scandalo delle opere speculative per i mondiali porterà alla revoca della concessione. Infine, nel 2013 all’interno del bando “relitti urbani”, sempre targato giunta Alemanno, Pulcini torna alla carica presentando un progetto di 4 torri da 100 m per un totale di 55.000 m2 di cemento.

GLI ULTIMI ANNI DI BATTAGLIE SUL TERRITORIO

Da qui inizia la storia recente della difesa del lago e del parco. 5 anni fa durante “Logos 2013”, il festival della parola, gli attivisti e le attiviste del comitato si calano nella zona del lago issando in mezzo all’acqua una bandiera No Tav[1],

un rimando diretto ad un'altra grande lotta decennale di difesa del territorio. È solo la prima iniziativa delle tante che negli anni si susseguiranno: grandi cortei, blocchi della prenestina, occupazioni del municipio e del demanio in cui il centro della vertenza sull’area della ex-Snia diventa la difesa del lago e dei sui 10000m2 di acqua sorgiva. Si occupa l’area più volte entrando dalla via Prenestina, , attraverso la ex-fabbrica, o da Via di Portonaccio, creando una nuova via di accesso, fino a quando il 23 aprile del 2016 si decide di renderlo sempre aperto e accessibile a tutti grazie ad un processo autogestito ed una cassa di solidarietà del forum del parco. “lo sai che nel tuo quartiere ci sta un lago?” “vuoi un lago o dei grattaceli?” “lago per tutti, cemento per nessuno!” “lago Snia monumento naturale” sono gli slogan che hanno accompagnato la lotta per il lago fino ad oggi in cui si sta aprendo una nuova fase decisiva in cui saranno coinvolte le scuole, esponenti del mondo della cultura, dell’arte e delle scienze. Tutti in campo per chiedere che il lago sia tutelato insieme a i suoi 4 habitat naturali diversificati, 358 specie botaniche e 78 specie di uccelli. Oggi, 3 ottobre, in regione si terrà la votazione per la richiesta del monumento naturale e da lì bisognerà aspettare un decreto presidenziale per l’attuazione. La lotta per la creazione di un parco nell’intera area dopo 25 anni di battaglie continua ed entrerà in una fase cruciale in cui la regione e il presidente Zingaretti saranno gli interlocutori centrali da cui esigere che le richieste del comitato e tutta la cittadinanza del quadrante Preneste diventino realtà.

UNO SGUARDO DALLA RIVA

Le battaglie per il lago e per il parco pubblico della Snia sono state e sono tuttora un simbolo delle lotte in difesa del territorio, un’esperienza vincente che negli anni ha saputo contrastare a più riprese i tentativi di speculazione, strappando grandi e piccoli risultati e dimostrando che si possono e si devono fermare le devastazioni dei territori dove abitiamo. In una Roma del mattone, sempre più cementificata e nel caos, la vittoria della natura e della bellezza del Lago ha dato un segno di speranza in un territorio martorizzato. Non solo, la fabbrica della Snia Viscosa è un pezzo di storia del quartiere, ancora molto legato alla sua memoria operaia, e questo attaccamento ha dato un ulteriore energia alle battaglie contro le speculazioni che avrebbero distrutto oltre alla natura anche un pezzo importante della storia. Lo sgorgare dell’acqua e la sua forza raccolta dagli abitanti del quadrante Preneste ha determinato uno sviluppo della città diverso, non più estrattivista[2] ma collettivo e solidale. La lotta ha avuto la capacità di toccare l’intimo dei recettori dell’immaginazione di tanta gente diversa, che creando comunità hanno disegnato uno spazio bello, naturale e a misura d’uomo... ma non è finita il prossimo appuntamento sarà il 14 ottobre quando si tornerà tutti insieme sulla riva del lago e sulla collina che sovrasta il "mostro di cemento", dalla mattina al tramonto, per una grande festa, un concerto, un corteo in una sola giornata.

Ps: è di pochi giorni fa la notizia della vittoria per l’allargamento del parco dell’appia antica scongiurando una ennesima speculazione edilizia da parte di Parnasi and co. dopo sette anni di lotta da parte dei comitati di zona.

 

[1] Il “Movimento No Tav” è nato circa 20 anni fa per difendere la Valle di Susa in Piemonte dalla costruzione della linea per il Treno ad Alta Velocità Torino-Lione. Per info www.notav.info

[2] Per “estrattivismo” si intende il processo di estrazione delle risorse naturali al fine di sfruttare il territorio per gli interessi di privati e multinazionali. Per approfondire rimandiamo al testo di Raul Zibechi: “La nuova corsa all’oro. Società, estrattivismo e rapina”