corteo difesa aguzzano dallespeculazioniE' fuori dal comune nel 2019 vedere un quartiere che partecipa alle decisioni che avvengono sul proprio territorio. Questo processo sta avvenendo a Rebibbia, dove la battaglia in difesa del Parco di Aguzzano (di cui avevamo già parlato qui) sta mettendo in luce da un lato la totale assenza di una progettualità politica che parta dai bisogni dei cittadini da parte di chi amministra il IV municipio, dall'altra la voglia di smettere di subire decisioni che peggiorano condizioni di vita già inaccettabili. 

Sabato 30 più di mille persone hanno partecipato al corteo di quartiere indetto dal Forum per la Tutela del Parco di Aguzzano, partito da Metro Rebibbia e terminato all'interno del Parco, al Casale Alba 1, stabile ad ora inutilizzato, per il quale il municipio avrebbe scelto la strada della privatizzazione tramite la messa a bando. Messa a bando con un utilizzo di tipo 'food', che violerebbe i vincoli presenti su questo casale storico, che dovrebbe avere un utilizzo sociale. Come sociale e spontanea è stata la partecipazione che ha portato alla tutela del parco da decine di anni da parte di realtà di cittadini costituite dal basso, e negli ultimi 6 anni all'apertura all'interno del Casale alba 2 di un vero e proprio punto di riferimento per le attività sociali e politiche per il quartiere e per l'intero quadrante. 

La manifestazione ha attraversato le strade di Rebibbia e Casal de Pazzi, con evidente interesse da parte delle persone che incontrava, affacciate ai balconi o sul ciglio della strada. Tante bandiere del Forum, fazzoletti colorati, striscioni a rappresentare le varie realtà che compongono il Forum.

Proprio grazie a queste realtà (il comitato di quartiere Mammut, attivo a Casal de Pazzi, l'associazione sportiva dilettantistica Ponte Mammolo, la biblioteca del Parco di Aguzzano, i tanti laboratori presenti dentro alba 2, dall'erboristeria alla ciclofficina, il centro anziani Rebibbia-Ponte mammolo, il Csoa la Torre, la scuola Palombini) è stato possibile costruire un'opposizione forte al progetto speculativo sul Casale Alba 1, opposizione che ha messo in difficoltà la giunta municipale a 5 stelle. La risposta di chi amministra il municipio a questa pluralità di voci che richiedevano spiegazioni sul progetto su Alba 1 è stata l'intervento da parte delle forze dell'ordine con identificazioni a chi si trovava a Casale Alba 2 durante le sue attività, arrivando a visite della polizia locale alle abitazioni degli attivisti, tentando di mettere in discussione la legittimità del progetto cresciuto attorno alla riapertura del Casale Alba 2, avvenuta senza bandi a privati, ma con una reale partecipazione del territorio. L'obiettivo è chiaro e ancora più grave: difendere la decisione di privatizzare il Casale Alba 1 violando i vincoli presenti, azzittendo ogni voce contraria. Obiettivo che la manifestazione di Sabato ci dimostra essere lontano dalla realizzazione. Come raramente si vede un quartiere ha risposto all'arroganza con la chiarezza degli obiettivi di un progetto sociale che alla luce del sole (a differenza dei passaggi politici su Alba 1) porta avanti le sue attività. Il Forum ha presentato anche una proposta alternativa per il Casale Alba 1: la costruzione di un polo museale didattico sul pleistocene, in collaborazione col Museo di Casal de Pazzi, dove ospitare attività di realtà associative e sociali del territorio, una gestione partecipata e aperta. Proposta che ad ora è inascoltata da parte delle istituzioni del territorio. Per citare la frase di Zerocalcare sotto al murales alla stazione metro di Rebibbia: ”Qui ci manca tutto, non ci serve niente”. Nel territorio di Rebibbia e dintorni effettivamente sono molte le carenze dal punto di vista dei servizi, dell'offerta culturale e tanto altro, ma si sta cercando di costruire giorno dopo giorno un possibile riscatto. E quello che serve intanto è che la politica tolga le mani da spazi come il Casale Alba 2, e che non calpesti i progetti che un'intera comunità avrebbe sugli altri casali inutilizzati. Quando proveranno a venire a costruire la pizzeria, o ad identificare chi fa un corso di ballo a Casale alba 2 rispondiamogli: “ Non ci serve niente!”.