Logos Festival della parola 10-14 ottobre 2018 #limite
"Se alzi un muro, pensa a ciò che resta fuori" - Italo Calvino

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un uso selvaggio dei media come luogo principale in cui plasmare l'opinione pubblica portando allo scontro intere fette di società. L'informazione è stata un vero e proprio campo di battaglia sul quale si sono scontrati partiti e istituzioni ma soprattutto tutti e tutte coloro che hanno dato per buone le verità costruite e veicolate da chi in questo paese ha l'interesse specifico di difendere il neoliberismo da una crisi di lungo periodo.

Ma qual è la verità?

Non crediamo ci sia una verità assoluta o un'informazione “neutra”, ma parti che hanno come obiettivo quello di difendere i loro interessi e i loro profitti costruendo il proprio regime di verità. Abbiamo bisogno allora, prima di tutto, di riconoscere la nostra parte e i nostri nemici e, quindi, di riconoscere le priorità nel bombardamento quotidiano di post, fake news, notizie, articoli e opinioni.

Dopo la crisi del 2008 la socialdemocrazia si è votata al suicidio nello stesso momento in cui ha deciso di “vincere” la sfida elettorale presentandosi davanti all'Europa come la custode del sistema economico e politico europeo. Questo ha voluto dire un taglio sistematico della spesa pubblica, il blocco dei contratti e dei salari, lo spostamento verso il basso delle possibilità e delle aspettative di milioni di persone. Nei nostri quartieri vediamo scomparire pezzetto dopo pezzetto qualsiasi servizio basilare. Sanità, scuola, trasporti sono ritornati a essere un punto interrogativo nella vita delle persone. Vediamo aumentare sfratti e sgomberi e aumentare allo stesso tempo speculazione edilizia e gentrificazione. Il nostro impoverimento, la sottrazione di risorse pubbliche a uso privato, è il tentativo di guadagnare e fare profitto sugli ultimi diritti che ci sono rimasti. Il decadimento delle socialdemocrazie, le proteste e i movimenti contro le loro politiche di austerity hanno portato in auge quelli che abbiamo chiamato populismi, dagli Stati Uniti all'Europa. Il malcontento, in particolare nel nostro paese, è stato preso come pretesto per proporre il salvataggio delle borghesie nazionali dalla subordinazione dell'Italia a livello produttivo, economico e politico rispetto agli altri paesi europei.

Entrambe le opzioni che in questi anni ci sono state proposte, hanno come unico comun denominatore la costruzione di un nemico comune: l'immigrato. Il Pd, la Lega e il Movimento 5 stelle hanno utilizzato la campagna elettorale per scontrarsi su questo tema distogliendo l'attenzione di migliaia di persone dalla realtà che vivono quotidianamente. Una realtà dove l'immigrazione è pensata proprio per sfruttare il lavoro a basso costo dove serve e per impedire invece la libera circolazione delle persone.

Pensiamo che bisogna curare l'uso dell'informazione locale a partire da alcuni nodi. Crediamo che non vada intesa solo rispetto a dei confini geografici ma al rapporto stesso con i protagonisti dell'informazione: coloro che vivono le strade che attraversiamo. Per questo, crediamo sia necessario fare inchiesta diffondendo informazione, costruendo opinione dal basso e un punto di vista collettivo e di parte. Una parte che non crediamo esista a priori ma che vada costruita così
come vanno costruiti i territori atomizzati, disintegrati, individualizzati.

La velocità con cui circolano le informazioni ci interroga, inoltre, sulle capacità di costruire informazione che non può essere esclusivamente la rincorsa della cronaca ma la comunicazione fatta di carne e ossa, di persone che scambiano informazioni e opinioni perchè si conoscono e perchè insieme parlano e discutono di quello che vivono e di quello per cui lottano.

Pensiamo, inoltre, che le capacità di decine e decine di giovani vadano perse dietro un mercato che sfrutta a basso costo e secondo il desiderio della committenza, le loro capacità e la loro creatività. Da questo punto di vista pensiamo che bisogna mettere a disposizione queste risorse per la comunità territoriale nella quale ci inseriamo non solo per rompere la logica individualizzante della competizione a tutti i costi imposta dal mercato ma anche perchè la fotografia, la grafica, la scrittura, l'arte, il sapere devono diventare terreni di lotta collettivi e non temi relegati alle autobiografie individuali.

Queste sono le questioni di cui vorremmo discutere per la presentazione di un progetto di informazione territoriale e dal basso, Levante, che lavorerà e sarà presente sul territorio della Prenestina. Invitiamo tutte le realtà cittadine che hanno voglia di discutere con noi di questi temi, a partire da alcune realtà che stanno sperimentando questo stesso tipo di strumento:

Alt – Appio Latino Tuscolano (Roma), Scomodo (Roma), Radio Onda Rossa 87.0 fm (Roma), Napoli Monitor (Napoli), Firenze dal basso (Firenze), Riscatto (Pisa)

VI ASPETTIAMO ALL’EX SNIA VISCOSA 11 OTTOBRE ORE 20 SALA OVALE