2020 01 14 ciclabile1Inquinamento, traffico, polveri sottili, domeniche ecologiche e targhe alterne. Puntualmente è arrivata l'emergenza smog. Tra misure sostenibili e proclami green non mancheranno le piste ciclabili. Proponiamo uno sguardo da vicino sulla nuova "bike-lane" di via Prenestina.


La mobilità in-sostenibile romana
Quello che è certo è che non si può pensare alla cosiddetta "mobilità sostenibile" senza un trasporto pubblico funzionante e accessibile a tutta la popolazione. Per ridurre (o, meglio ancora, aspirare ad azzerare) il numero di auto circolanti, in una città come Roma che conta quasi 3 milioni di abitanti, bisogna contrapporre un servizio pubblico vantaggioso, in tempo e denaro, al mezzo privato. Il blocco totale o parziale del traffico, i divieti alle vetture più inquinanti, le "domeniche ecologiche", sono false soluzioni che non riducono affatto l'inquinamento atmosferico (abbiamo trattato l'argomento qui). E nemmeno la realizzazione di infrastrutture ciclo-pedonali, da sole, sortiscono effetti positivi in tal senso. Perché?
Perché quasi il 60% dei romani si muove in macchina per andare a lavoro. Roma, per dimensione degli spostamenti medi (31 km al giorno), guida la classifica del maggior  tempo utilizzato per spostarsi: una persona perde, mediamente, al giorno (per andare al lavoro e  fare  le quotidiane commissioni), circa un’ora e un quarto. Oltre due settimane all'anno il tempo trascorso nella propria autovettura. Un male considerato "necessario" quell’ora e passa che si impiega negli spostamenti quotidiani e la lentezza con cui ci si muove. Perchè in questa città ci sono solo 59km di metropoliana, quando funzionano tutti, a fronte di una superficie di oltre mille chilometri quadri. In più, nel decennio 2005-2015 il trasporto pubblico locale è diminuito. Per chi vive in città questa è un'amara verità constatata tutti i giorni: -6% di mezzi pubblici circolanti, comprese le vetture che vanno a fuoco, quelle che dalle autorimesse ATAC non escono proprio, quelle che si fermano lungo il tragitto per guasti più o meno prevedibili. La flotta ATAC (esclusa quindi quella esternalizzata che rappresenta un terzo degli autobus circolanti) conta poco più di 1900 mezzi, di cui oltre 800 sono fermi nelle autorimesse perchè l'età degli autobus si aggira intorno ai 10 anni.
A Roma dove circolano quasi 2milioni di auto al giorno, la  velocità media  è 20km/h. Nelle ore di punta si dimezza. Per la distanza media percorsa da un abitante medio, tutti gli studi direbbero che la bici è il mezzo più competitivo come velocità, economicità e comodità rispetto ad ogni altro veicolo. Se la velocità media di un’auto in ore di punta è tra 6 e 8km/h, la velocità minima di una bici è sempre 10-12 km circa.

Le piste ciclabili: cattedrali in un deserto di lamiere2020 01 14 ciclabile2
“La realizzazione della nuova bike lane comporta inoltre un maggior decoro e un aumento della qualità della vita per i cittadini che risiedono nel nostro territorio” presidente V municipio Giovanni Boccuzzi.
Cosa c'entra il decoro con la sistemazione delle carreggiate di una delle consolari romane più intasate di moto, motorini, auto, autocarri, camion e camioncini, è difficile capirlo. Un po' più semplice è invece il progetto che vedrá quasi sei chilometri di pista ciclabile da Porta Maggiore a viale Palmiro Togliatti  connetersi a quella già esistente, lungo il territorio dei Municipi I, IV e V. L'importo a base d'asta ammontava a euro 1.027.471,93 a cui aggiungere i 106.637,80 per gli oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso. Agli uffici tecnici sono pervenute 212 offerte e ad aggiudicarsi l'appalto per la realizzazione è stata la Luisiana appalti srl che con euro 833.019,15 (inclusi i 106.637,80€ per oneri per la sicurezza) ha portato a casa la commissione. In base al cronoprogramma di progetto i tempi di esecuzione dei lavori sono stati definiti in 300 giorni la cui sequenza sarà: demolizioni e scavi, getti di calcestruzzo, realizzazione marciapiedi, adeguamento impianti semaforici, pavimentazione pista ciclabile, realizzazione segnaletica stradale.
Per i residenti che non trovano più il parcheggio sotto casa il Comune di Roma specifica che: "Nel tratto di viale Palmiro Togliatti, così come avviene per la via Prenestina, l'inserimento della pista ha richiesto la ridistribuzione e la riconfigurazione della sosta esistente, andando ad istituire nuovi stalli veicolari in sostituzione di quelli soppressi, per minimizzare la perdita di posti auto che si riducono di 26 unità."
La recente storia della pista ciclabile di via Tuscolana che ha visto, tra residenti sostenitori e residenti contrari, l'apertura di un indagine da parte della Corte dei Conti per i prezzi raddoppiati, forse dovrebbe porre alcuni quesiti. Con una base di gara di euro 610.292,70 (di cui 38.522,61 oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso), ad aggiudicarsi i lavori è stata la Cler Coop Lavoratori Elettrici Romani, società cooperativa con sede a Roma per euro 417.834,89 compresi gli oneri per la sicurezza. Il prezzo finale, riportano vari titoli di giornale, pare sia salito a quasi 700mila euro, ma l'Agenzia Roma Mobilità smentisce immediatamente e i 5stelle Enrico Stefano e Pietro Calabrese (rispettivamente consigliere capitolino e presidente della commissione mobilità) si apprestano a ridurre la questione a uno scontro tra maggioranza e opposizione la cui stampa produrrebbe notizie false per infangare l'operato della giunta comunale.
Di certezze sui costi della ciclabile della Prenestina ancora non ce ne sono. Costerà già in partenza più di quella della Tuscolana, produrrà lo stesso copione di auto in doppia fila, di parcheggi selvaggi, di multe e di allagamenti durante le piogge autunnali, di cantieri in ritardo e di disagi sul traffico. Di critiche dalle opposizioni e di apprezzamenti dalla maggioranza.


Ma i teatrini politici sembrano proprio fatti apposta per svilire il discorso: le amministrazioni che si sono succedute negli anni, più o meno ecologiche, più o meno lungimiranti sul cambiamento climatico, non hanno certamente mai preso una scelta coraggiosa. Quella di dire no alle auto e quindi di scegliere politiche pubbliche veramente incisive sulla mobilità e sul futuro della città. Quella altresì di essere promotori di un cambio etico nella scelta del mezzo privato con cui muoversi. Eppure sarebbe facile, proprio come andare in bicicletta.