2019 10 24 logos1Mercoledì 23 ottobre è iniziata la nona edizione di “Logos – festa della parola” (vedi qui) che terminerà domenica 27. Abbiamo voluto intervistare un attivista e organizzatore del festival per capire qualcosa di più di questo grande evento ormai diventato tappa fissa dell’ottobrata romana. Ogni anno tra discussioni, presentazioni, spettacoli, musica e tanto altro si cerca di tracciare e immaginare nuovi scenari collettivi, nuovi mondi, nuovi fronti di lotta.

 

Dalla prima edizione ad oggi: quando nasce Logos e con quale intento?

Logos nasce nel 2012 da un collettivo di persone molto diverse che lamentava​no​ la mancanza di uno spazio che fungesse da raccordo tra varie esigenze: quella di avere una grande festa con tanti contributi culturali, quella della progressiva scomparsa delle librerie e di un discorso urgente da portare avanti sull'editoria indipendente e militante e quella di declinare le lotte sociali anche in maniere che fossero non immediatamente azione e intervento diretto, o almeno non solo, ma anche riflessione ed espressione artistica. Da tutto questo nasce Logos​. G​ià dopo la prima chiacchierata il collettivo che ideò la festa era pronto a coinvolgere e formare un gruppo numerosissimo di tante realtà e personalità differenti. Partimmo dalla parola “Terra” perché erano già in tanti a farsi domande sullo stato del nostro pianeta. Erano le stesse che ci ponevamo noi e alle quali abbiamo cercato di dare una risposta per capire come si possa invertire una tendenza che sembra ineluttabile. La rapina delle terre e la loro spoliazione per favorire gli interessi di stati e multinazionali a scapito delle popolazioni residenti: dall’India al Brasile, dalla Val di Susa alla Puglia non c’è chi possa dirsi al sicuro. Estrattivismo e Land grabbing erano parole sconosciute ai più sebbene fossero decenni che queste pratiche godessero di un’accelerazione esponenziale inedita rispetto ai secoli passati. La risposta a queste domande è una sola: Rivoluzione. Parola che sarà poi l’argomento di Logos 2017. Negli anni è come se seguissimo i processi intorno a noi proprio attraverso le parole.

 

2019 10 24 logos2Cosa rappresenta questa manifestazione per te? E per lo spazio in cui viene organizzata?

Soprattutto un gran “bucio di culo” (si può dire,no?). Una macchina gigante si mette in moto per alcuni mesi e dopo i primi anni di duro lavoro per mettere insieme il programma, oggi Logos rappresenta per molti un appuntamento ideale per fermarsi a pensare alle proprie pratiche e confrontarsi. Con Logos l’ExSnia si è aperta al mondo e il mondo continua a occuparne ogni anno gli spazi in maniere sempre stimolanti. La festa è importante per l’eXSnia per la condivisione dei momenti innanzitutto, per l’"accessibilità degli strumenti e dei riferimenti, per lo scambio dei saperi, dato che siamo anche su un territorio in cui tutto viene messo a profitto. Logos vuole essere tutto questo e siamo entusiasti ​quando​ riusciamo a farlo succedere​. E la soddisfazione è doppia se pensiamo che si tratta​ ​di​ una festa ​enorme, ma ​completamente autofinanziata​, ​​realizzata grazie ​a​l'impegno di tante persone​, che mettono in gioco corpo, anima, competenze, conoscenze, e anche tanto lavoro fisico.

 

La scelta della parola: nel 2019, alla nona edizione, avete incentrato la quattro giorni sulla parola "futuro", perché?

Perché l’orizzonte del nostro futuro e di quello delle prossime generazioni si è ristretto in un imbuto dal quale passeranno in pochi e poche. Le mobilitazioni per la giustizia climatica la devastazione dei territori ci hanno portato a scegliere la parola che meglio rappresenta i tumulti degli ultimi mesi e quelli a venire.

 

Logos si è da sempre posta come festival che unisce la cultura con le lotte. Per esempio, la prima apertura pubblica del Lago - un’importantissima lotta del quadrante di Roma Est- si è svolta durante l’edizione del 2014. Qual è il legame tra Logos e le lotte romane, italiane e non solo?

Il legame si evince anche solo leggendo il programma e notando la gran quantità di connessioni e fili rossi tra ambiti di lotta, collettivi, singoli, entità da un punto all’altro di Roma, Europa e Mondo. Inoltre Logos continua ad essere punto di incontro e riferimento per numerosissime realtà in lotta, collettivi, artisti/e, autori/autrici che vedono nella festa un'occasione di confronto e che spesso si danno appuntamento proprio nelle giornate di festa per le proprie assemblee o incontri.

 

2019 10 24 logos3Dal testo di lancio si legge "Logos è una manifestazione dove progetti, idee e proposte non esauriscono la loro spinta una volta finita la festa": qual è il futuro che volete tracciare al termine della manifestazione?

Dotarci degli strumenti culturali per decifrare il presente e capire il passato ci permette di individuare gli obiettivi delle nostre lotte e di come condurle; dotarci degli strumenti di lavoro e della conoscenza delle arti possono, poi, permetterci di intraprendere un percorso professionale che vada al di là del lavoro salariato, rendendo ognuno ed ognuna consapevole di ciò che produce. Questa è la sfida che 25 anni fa hanno lanciato le compagne e i compagni che hanno occupato questo spazio abbandonato all’incuria, e questa è la sfida che continuano a portare avanti le compagne e compagni che negli anni ne hanno raccolto il testimone.