Carnevali Roma estChe derivi da "carrus navalis" (il passaggio propiziatorio per mezzo di carri simbolici che trasportavano i pianeti nel cielo verso la primavera dando così il saluto all'inverno appena trascorso) o da "carnes levare" (letteralmente "togliere la carne" in vista dei 40 giorni di ristrettezze della Quaresima cristiana), il Carnevale, per come ancora lo conosciamo, è una festa che ha la funzione di cancellare per un giorno identità e ruolo sociale e confondere gli spazi e i tempi della storia.


Questo ribaltamento sembra abbia origini nei Saturnalia, festa in onore del Dio Saturno, dio della terra e della semina. Riportiamo qui di seguito il racconto di Ovidio che ricorda lo spirito genuino che ancora sopravvive del Carnevale: non vi è più differenza tra nobili e plebei e grazie all'uso delle maschere i sudditi si prendono delle belle rivincite sui potenti. Perciò, chi vuole può considerare il Carnevale un breve momento di sfogo per tenere a bada la plebe, oppure può vederlo come un esercizio di riappropriazione di tempi e spazi, oltre ad un'occasione per affinare tecniche di sberleffo e derisione nei confronti dei potenti.

 

"La festa, fissata il 17 dicembre, col tempo durerà sette giorni. Giorni di sospensione non solo del tempo normale ma anche delle regole sociali più radicate. In quei giorni Roma sarà abitata da gente diversa rispetto ai Romani degli altri mesi, vestita in modo diverso, dai costumi diversi se non opposti. Il tempo dei Saturnali verrà detto tempo della libertas decembris, della libertà di dicembre. Dimessa la toga, la seria veste dei cittadini, tutti i Romani, di ogni classe, età, rango e onore, indosseranno la synthesis, la veste colorata normalmente portata durante i festosi banchetti, e sul capo avranno il pilleus, il berretto di lana riservato generalmente ai liberti, gli schiavi affrancati. E non ci sarà distinzione tra libero e schiavo, tra servo e padrone: vigerà l’uguaglianza, come nel tempo antico e felice dell’età di Saturno. O, addirittura, tutto apparirà capovolto e in ogni casa saranno i servi ad esercitare il comando, verranno persino serviti a tavola dai loro padroni e potranno dire e fare in libertà. Tutti poi si scambieranno regali, soprattutto candele e pupazzi, come nell’aurea aetas tutto sarà ripartito, scambiato fra tutti e si rinnoverà un monito antico come se fosse tornata l’età di Saturno: i beni non sono possesso, ma circolazione, e la fortuna di ognuno va ridistribuita e divisa..."

 

 

Di seguito alcuni degli appuntamenti più o meno storici (dall'esordio di Centocelle e Villa Gordiani ai ventennali di Pigneto e Quadraro) che vedranno sfilare nelle strade di Roma Est carri allegorici, maschere, spettacoli, giochi e... sberleffi, come tradizione vuole. Come si suol dire "a Carnevale ogni scherzo vale!"