2020 4 14speseautorganizAbbiamo chiesto ad alcune realtà autorganizzate del territorio di Roma est come stanno affrontando la situazione dell'emergenza sociale scatenata dal coronavirus e dalle disposizioni di legge che ne sono conseguite. I racconti e le riflessioni che abbiamo raccolto sono stimolanti e utili ad avvicinarci al territorio in cui viviamo e sono solo un primo giro di interviste delle numerose iniziative messe in campo dalle persone per le persone. Speriamo di potervene offrire altre a breve.

Quartiere Rebibbia

Abbiamo scritto un comunicato con le considerazioni che stiamo facendo un po’ tutti rispetto alla nuova fase che stiamo attraversando e sulle implicazioni di questa situazione quando la quarantena finirà.

Come Casale Alba 2 abbiamo chiuso lo spazio già prima delle scuole anche perché la frequentazione è composta da molti anziani. Stiamo cercando di traslare sul web le iniziative che svolgiamo normalmente. I film del nostro cineforum li trasmettiamo in streaming un giorno fisso a settimana, in modo da vedersi un film assieme anche se non fisicamente. I vari laboratori stanno proponendo dei video tutorial: la ciclofficina sulla riparazione della bicicletta, l’erboristeria con un’intervista a Paolo Ostici, un famoso erborista romano, e poi molti cuochi del Casale stanno svelando i propri segreti culinari proponendo le loro famose ricette!


Come comitato di quartiere Mammut stiamo cercando, per quanto sia possibile, di continuare l’attività di doposcuola e sulla scia delle altre scuole popolari di zona abbiamo dato via all’aiuto compiti da casa rendendoci disponibili ad un orario prefissato.

2020 4 14speseautorganizrebibbiaAttraverso la rete territoriale di contatti costruita soprattutto nell’ultimo anno di mobilitazione per il Casale Alba Uno, abbiamo iniziato l’attività di consegna della spesa e dei farmaci. In questa prima fase si è dimostrata un’iniziativa valida perché ha confermato la nostra presenza sul territorio e ha mostrato che la nostra risposta è quella della solidarietà. Cosa in netto contrasto con la risposta dell’amministrazione che invece incita alla delazione e la cui presenza si denota solamente per l’attività di controllo. Nulla invece fanno per la sanificazione delle scale delle case popolari dove ci sono state delle persone che hanno contratto il virus

Grazie alla spinta dell’associazione Immensamente Giulia e gli Angeli delle macerie onlus (associazione di beneficenza dedicata a Giulia, bambina delle case popolari morta sotto le macerie del terremoto del 24 agosto 2016), stiamo dando il via ad un’iniziativa di spesa sospesa e consegna di pacchi alimentari. Con dei volantini nei supermercati si chiede alle persone di contribuire con generi alimentari che poi raccogliamo e portiamo alla sede del comitato di quartiere, dove vengono preparati dei pacchi e distribuiti infine alle persone bisognose del nostro territorio.

Un altro progetto in cantiere è quello di una radio locale, di quartiere, dove organizzare delle assemblee sul modello di quello di radio Onda Rossa ma caratterizzata più da un piano territoriale e accessibile alla gente di qui.(qui la puntata numero zero)

Sulle ricadute che avrà questa situazione da un punto di visto politico e sociale, ci stiamo interrogando già da adesso, a partire dalle storie delle persone che conosciamo, su quanto avverrà quando il problema non sarà più di portare la spesa a casa delle famiglie ma di come farla, con quali soldi, visto che da oltre un mese molti non stanno più lavorando. Esempi? Una signora che conosciamo vive facendo le pulizie ed un altra sopravvive come badante; entrambe sono in estrema difficoltà. Una di questa aveva già ricevuto un avviso di sfratto quindi la situazione è solo peggiorata. Per fortuna abita qui vicino e riusciamo in parte a seguirla. Un’altra coppia con figli,
dove entrambi i genitori lavoravano in nero, o meglio, con solo poche ore registrate nel contratto, si trovano ora senza stipendio e senza la possibilità di accedere a nessun tipo di bonus. L’affitto che è di settecento/ottocento euro sarà la prima cosa che non riusciranno a pagare. Per continuare con gli esempi, conosciamo una signora con figli, operatrice sanitaria assunta con una cooperativa, racconta di essere stata buttata come carne da macello nei reparti a più alto rischio senza nessuna protezione e di essere fortemente provata e stressata da questa vicenda. Una ragazza che per diverso tempo ha partecipato al comitato Mammut invece ha contratto il virus e ha scritto una bellissima lettera che ci ha fatto molto riflettere. Alle case popolari ci sono stati un paio di casi di coronavirus, finiti in tragedia, che hanno generato molta preoccupazione per la non tempestiva sanificazione degli ambienti comuni.

Alcune di queste storie arrivano da un gruppo Facebook (Rebibbia-Ponte Mammolo in quarantena) che abbiamo creato nel quartiere per condividere le difficoltà e le esperienze qui nel quartiere di Rebibbia. Da un punto di vista umano e politico riusciamo almeno a collettivizzare la situazione drammatica che alcuni stanno vivendo in questi momenti.

Molte sono anche le storie positive e dobbiamo dire che al giorno d’oggi la solidarietà passa anche attraverso i social e infatti molti ci stanno inviando apprezzamenti e complimenti per le iniziative che abbiamo messo in campo. Al di là di questo, molto belle sono le esperienze che facciamo consegnando la spesa alle persone e la rete che si sta creando coinvolgendo energie nuove che non ci saremmo aspettati.

2020 4 14speseautorganiz1Infine, ci sarebbero da fare molte considerazioni di più ampio respiro per questo abbiamo scritto un comunicato frutto di un confronto collettivo (link). Posso dire che da qui a poche settimane il problema sarà con quali soldi andare a fare la spesa e non chi l’andrà a fare fisicamente. Dobbiamo capire come porci nella situazione che si verrà a creare. Non può bastare lo streaming e la solidarietà che con tanto impegno mettiamo in campo. Le falle della società stanno emergendo e stanno venendo colpite molte persone che prima non venivano toccate. Le contraddizioni dobbiamo farle esplodere noi altrimenti c’è il rischio che esplodano negativamente. Gli scenari possono essere diversi e variegati. Sta a noi cercare di indirizzarli verso lidi migliori. Non può essere poi che la situazione la paghino le persone mentre le scelte dei politici, prese sotto la pressione di confindustria, sono state scellerate in quanto hanno messo al primo posto i profitti invece dei cittadini. Noi sappiamo bene che questa è la caratteristica fondamentale della società in cui viviamo ma sembra, o meglio, si spera, che la gente se ne sia resa conto questa volta e una volta passata la paura del virus le persone inizino a pretendere ciò che gli spetta

Borgata Quarticciolo

Dall'inizio dell'emergenza, con il Comitato di Quartiere abbiamo cercato di diventare punto di riferimento all’interno della borgata perchè ci siamo resi conto che le persone erano lasciate a loro stesse e sapevamo benissimo che le istituzioni, anche in questa situazione, non avrebbero mosso un dito. Abbiamo provato da subito a portare solidarietà, quando c'è stata la rivolta nelle carceri, visto che nel quartiere vivono molti detenuti agli arresti domiciliari e molti abitanti hanno familiari in carcere. Abbiamo cercato di sostenere i parenti dei detenuti del carcere di Rebibbia che erano accorsi sotto al penitenziario a protestare contro questa situazione che vede ammassati i detenuti nelle celle senza nessun dispositivo di protezione. Nelle settimane successive ci siamo proposti di passare della musica dal balcone dell’ex questura che si trova al centro della borgata, per fare in modo che tutto il quartiere avesse alcuni minuti di svago, spensieratezza e aggregazione. Oltre alla musica abbiamo fatto vari interventi in cui supportavamo medici e infermieri per tutto il lavoro che stanno facendo in queste settimane.

Altro che ci siamo proposti è quello di rimediare per quanto possibile all’attrezzatura sanitaria: dall’amuchina, alle mascherine ai guanti. Ora che l’emergenza si inizia a farsi sempre piu sentire davvero anche sul piano economico, di trovare delle risorse per quanto i riguarda i generi alimentari da distribuire. Abbiamo contattato e siamo stati contattati da diverse aziende che ci stanno dando una mano da questo punto di vista perché si sentono di dare un contributo solidale alla causa del Quarticciolo e alle persone più in difficoltà. Per questo siamo già al terzo sabato in cui abbiamo organizzato la distribuzione di generi alimentari davanti a RedLab che è lo spazio dove normalmente avviene il doposcuola popolare. Assieme ai ragazzi della palestra abbiamo insomma organizzato questo servizio e c’è stata da subito una grande richiesta proprio perché fin dal primo giorno le persone sono rimaste senza lavoro e dunque è già un mese che non percepiscono risorse economiche. Molti neanche ottengono sussidi come il reddito di cittadinanza o altro; per cui abbiamo dovuto iniziare anche a stilare una lista di persone che dovrebbero accedere ai buoni spesa...ma vedremo un po’ perché la situazione economica è davvero l’aspetto peggiore che riscontriamo qui in quartiere dove c’è una richiesta di aiuto immensa e sappiamo che da soli riusciamo a fare una piccolissima parte di quello che dovrebbe essere invece coperto. 

In questo l’assenza totale delle istituzioni è vergognosa in quanto vengono sempre in quartiere per chiedere ma mai per dare e quindi la gente del Quarticciolo oramai lo sa e per fortuna nella borgata ci sta ancora qualcuno che si fa ribollire il sangue e scende a dare una mano e si mette in prima persona per dare una mano. Questo ci rende fieri perché sappiamo che il lavoro che stiamo facendo ci porterà a dei risultati, ad una borgata più unita e riusciremo a raggiungere gli obbiettivi che ci siamo prefissati. C’è da dire che tutti gli abitanti sono partecipi e il quartiere si è unito ancora di più con questa emergenza. Ci sono molte più persone attive, c’è la voglia di mettersi in gioco, e questa è la cosa che ci fa più felici. D’altra parte il Quarticciolo è stato un quartiere che ha vissuto sulla propria pelle alla scomparsa per corona-virus del più giovane ragazzo nel Lazio. Ha provato un forte dolore e anche noi che l’avevamo conosciuto in quanto papà di tre ragazzini che venivano in palestra da noi. Dopo la sua morte abbiamo deciso di non passare più la musica dal balcone in segno di rispetto e di lutto per questa scomparsa.2020 4 14speseautorganizcentocelle12020 4 14speseautorganizcentocelle2

Quartiere Centocelle

LaLibera Assemblea di Centocelle (LAC)nasce dall’esigenza di far fronte a un’emergenza territoriale dopo i roghi che hanno colpito il quartiere a novembre scorso.

Si è costituita a partire dalla mobilitazione di autodifesa del territorio, e da mesi è impegnata nell’azione autonoma per proteggere e migliorare il quartiere e rafforzare i legami della comunità che lo abita. Nella LAC partecipano attivamente molte realtà del territorio, associazioni e centri sociali.

Il Gruppo di Appoggio Mutuo (GAM) è uno strumento ideato dalla LAC per rispondere ai bisogni della comunità durante questa nuova crisi sanitaria globale, in maniera differente dalle soluzioni che le istituzioni stanno proponendo. Il suo scopo è affrontare nuovamente insieme un’altra emergenza che, inevitabilmente, ha degli effetti sulla situazione lavorativa, economica, psicologica, affettiva e sociale di tutti gli abitanti.

Quest’inverno la Libera Assemblea di Centocelle si è opposta alla sicurezza intesa come militarizzazione del quartiere, come politica di controllo del territorio dopo gli attentati incendiari. La LAC sostiene l’idea che la sicurezza la facciano gli abitanti del quartiere, liberi di attraversare e vivere il territorio e di organizzarsi autonomamente per rispondere a bisogni e desideri di una comunità resistente.

Oggi, durante questo periodo di quarantena, la LAC intende riaffermare il concetto che la vera sicurezza si basi sull’organizzazione autonoma e la capacità di costruire legami di mutuo appoggio e solidarietà tra le persone per fare fronte ai bisogni della comunità tutta. Il progetto GAM nasce con l’obiettivo di rimanere vicini agli abitanti del quartiere, per resistere insieme all’emergenza e per rompere l’isolamento forzato imposto da questa situazione.

Chiudersi in casa è probabilmente una misura necessaria, seguire le precauzioni di sicurezza e le norme igienico-sanitarie indicate in questo periodo è sicuramente fondamentale per la salute nostra e di chi ci sta vicino. Tuttavia, non possiamo far finta di non vedere tutte quelle incongruenze, forme di ingiustizia sociale, difficoltà quotidiane, che si manifestano anche in questa situazione di emergenza. Problematiche già presenti nella normalità e acuite dal regime di quarantena. Bisogna restare in casa per proteggere e proteggersi, ma molti sono comunque costretti a lavorare, mettendo a rischio se stessi e la loro famiglia, e nessuna vera soluzione è prevista per loro, mentre quelli che rimangono a casa spesso non possono contare su un reddito o ne ricevono solo una percentuale. Molti sono costretti per età o motivi di salute a rimanere in casa ma non sono in grado di procurarsi ciò che è necessario per sopravvivere autonomamente. Famiglie in quarantena non sanno come portare l’occorrente ai loro familiari ricoverati in ospedale.

2020 4 14speseautorganizcentocelleIl GAM promuove l’idea che in questo momento, in cui si è costretti a stare a distanza di sicurezza, sia quanto mai importante rimanere “vicini”, in altre forme, e non isolarsi. Vicini a chi è esposto al contagio, a chi è in quarantena, a chi sta già pagando il prezzo della crisi che deriva dall'epidemia e a chi ha solo bisogno di conforto per poter superare questa situazione. Nella convinzione che solo insieme si possa superare questa crisi.

Le attività in cui il GAM è impegnato, e per le quali si sono offerti più di 200 volontari del territorio (di Centocelle e quartieri limitrofi: Torpignattara, Pigneto, Alessandrino, Villa Gordiani, Torre Spaccata e Cinecittà) sono essenzialmente tre:

- Consegna di beni di prima necessità e farmaci a over 65, persone immunodepresse e in quarantena, e “spesa sospesa” (donata) per chi non ha risorse, per poter garantire a tutti la sicurezza alimentare. Solo durante il primo mese, sono pervenute più di 100 richieste.

- Sportello legale solidale, per chi ha problemi sul lavoro o lo ha perso in questa situazione di emergenza, ma anche per chi ha dubbi relativi all’interpretazione dei decreti o altri problemi di natura legale (multe legate alle autocertificazioni, ad esempio).

Sostegno psicologico solidale. Il servizio conta più di 20 psicologi, attivi dal lunedì al venerdì su un servizio di ascolto telefonico. In un periodo in cui i servizi territoriali pubblici o del terzo settore non possono soddisfare l’aumentato fabbisogno di supporto psicologico della popolazione, e ancor meno di prima le persone hanno le risorse per potersi rivolgere a un terapeuta privato, è prioritario offrire spazi di ascolto e contenimento a chi sta soffrendo di più l’isolamento dovuto alla quarantena, la costrizione o la convivenza forzata, la perdita dei rapporti sociali o del lavoro. Il servizio è rivolto a chi è toccato direttamente dall’emergenza, ma anche a chi ne è coinvolto indirettamente, e non sa come gestire gli stati emotivi correlati: ansia, rabbia, solitudine, paura. A chi vive situazione familiari complesse, a chi ha già problemi pregressi e non si sente più adeguatamente seguito dai servizi territoriali in fase di riorganizzazione o già affetti da carenze strutturali. Lo scopo non è prendere in carico le persone in modo assistenzialistico, né individualistico, ma dare loro uno spazio di ascolto, e aiutarle ad attivare le proprie risorse personali nell’affrontare la crisi, nell’ottica di creare una comunità resiliente e solidale.

Borgata Gordiani

2020 4 14speseautorganizgordianiSiamo della Borgata Gordiani, una squadra di calcio popolare nata dalla voglia di un gruppo di ragazzi di Villa Gordiani di costruire insieme un progetto sportivo fortemente ancorato al nostro quartiere e slegato da logiche di profitto.

Ci siamo resi conto che la difficoltà più grossa l'hanno avuta le persone a rischio contagio piuttosto delle persone sole: nel senso proprio del reperire i presidi come le mascherine da utilizzare in casa, anche perchè alcuni hanno i figli che lavorano nella sanità e sono perennemente esposti al rischio. Per quanto riguarda l'aspetto economico, sappiamo che molti continuano a lavorare ad esempio nelle consegne a domicilio: non solo sale e zucchero ai supermercati ma anche articoli da ferramenta, a chi fa l'infermiere o l'assistente domestica e non gli vengono fornite le mascherine, chi lavora per un negozio di animali che sono comunque aperti….So che ci sono state svariate polemiche per avere i dispositivi di protezione individuale sui posti di lavoro e delle volte sono stati ottenuti. Alle persone con serie difficoltà economiche purtroppo non possiamo dare risposta.
Siamo rimasti sorpresi quando, dopo aver affisso in quartiere il nostro manifesto che spiegava quanto stiamo facendo riguardo l'aiuto alla spesa, abbiamo ricevuto numerose adesioni da chi si offriva di aiutarci perchè lo aveva letto in una piccola postilla in fondo che recitava "se non hai bisogno, ma vuoi partecipare al progetto di spesa solidale, contattaci!" Non ce lo aspettavamo proprio. Adesso siamo una quindicina di persone, ognuno di noi segue un paio di nuclei familiari. Per vicinanza geografica ognuno si è organizzato per seguire le persone che gli abitano più vicino. Inoltre si è instaurato un clima di fiducia: ad esempio dalla signora che seguo io sono passato varie volte, per la spesa, per le ricette del medico, per i farmaci.

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Ugualmente ci ha sorpreso il fatto che nei due supermercati dove andiamo a fare la spesa per le persone, i commercianti oramai riconoscono la felpa della nostra squadra e ci fanno saltare la fila, nessuno ci rosica perchè nel quartiere sanno della nostra iniziativa. Abbiamo questo segno di riconoscimento che è la felpa della squadra. Questo anche perchè abbiamo un radicamento nel quartiere e ad esempio capita che chi lavora in un negozio dove dobbiamo comprare qualcosa (dal negozio di animali alla farmacia), prepara già gli ordini per tutti e "snellisce" il lavoro complessivo. Si è messa in moto una macchina in cui ognuno prova a fare la sua parte in quello che può.2020 4 14speseautorganizcomputer