matricola 1312Reportage dell’iniziativa del 13 dicembre a Casale Alba 21, organizzata dalla neonata associazione Matricola2, in occasione dell’imminente uscita del libro di Edmond3.

Giovedì 13 dicembre ore 18.30

Innanzitutto non è un giorno qualsiasi; è il 13/12, come la Matricola immaginaria che dà il nome alla raccolta di pensieri e poesie che dal 2016 narrano il carcere da dentro, e che dal 14 dicembre, saranno un libro dal titolo significativo, che verrà presentato in diverse librerie, e, in certi casi, in via del tutto straordinaria, anche con il suo autore...4

 

Nemmeno il luogo è casuale; ci troviamo infatti a Casale Alba 2, un casale in mezzo al Parco Regionale di Aguzzano, nei pressi del carcere di Rebibbia che, abbandonato fino al 2012, doveva essere trasformato in un ICAM (o casa per mamme detenute), dunque in un carcere, finché non è stato sottratto a questo triste destino da un gruppo di ragazzi e ragazze dei quartieri limitrofi che l’hanno ristrutturato e aperto alla popolazione di Rebibbia e dintorni. Il Casale ha intrattenuto sempre un rapporto con Matricola dalla sua nascita, per vicinanza al carcere e per una sensibilità speciale verso il tema, legata fin dall’inizio al destino della struttura nel parco.

Ma andiamo con ordine.

Quando arriviamo nel Parco di Aguzzano diluvia e fa freddo. Siamo già in ritardo, non vedo nessuno fuori dal Casale, a parte qualche coraggioso fumatore, e temo che l’iniziativa sia già in corso. Quando entro nella grande sala comune tiro un sospiro di sollievo e apprendo da chi mi sta intorno che tutti gli invitati al dibattito sono bloccati nel traffico romano da panico atmosferico, come lo eravamo noi poco prima. Mi rilasso, mi appropinquo alla caldaia consolatoria posta in un angolo dello stanzone e mi guardo intorno.

La prima cosa che noto è che nella stanza dove si terrà il dibattito, tra il palchetto dove parleranno gli ospiti e le file del pubblico ritardatario, c’è una sedia rossa e vuota, con un plico di foglietti e un pugno di penne poggiati sul sedile. Mi avvicino, e sulla sedia vedo scritto Edmond dantès. Un nome d’arte o forse di necessità. Purtroppo però l’Edmond di cui parliamo non è riuscito a evadere come il conte di Montecristo di Dumas; è a Rebibbia, in carcere, e deve fare i conti tutti i giorni con la sua prigionia, con migliaia di altri detenuti. Ecco perché, con o senza pioggia, non parteciperà al dibattito di questa sera ma, ciononostante, sarà una presenza costante per tutta la serata. Apprenderò solo in seguito che i foglietti e le penne erano stati messi lì sotto esplicita richiesta di Edmond, per restituirgli impressioni e immagini dalla lettura dei suoi scritti e dal dibattito che seguirà.

mi chiamano sbandatoMa cos’è Matricola 1312?

Divenuta da pochissimo un’associazione, Matricola è stato innanzitutto un blog che, dal 2016, ha raccolto le poesie e i pensieri di Edmond, un detenuto, ma anche i disegni e i racconti di altri detenuti nel carcere di Rebibbia e non solo. Matricola però è anche un progetto collettivo, fatto di tante persone che, per vicinanza a chi sta in carcere o per passione, negli anni si sono spese per trasformare queste parole, scritte spesso su pezzi di carta igienica o fogli sparsi e recapitati faticosamente a chi viene a trovare i detenuti nel giorno delle visite, in delle ali che volano fuori dal carcere e colpiscono qui, dove ci illudiamo di essere liberi e lontani, creando ponti tra il mondo sommerso della galera e il mondo “di fuori”. Per dirla con i versi di Edmond: “ho innalzato sogni più alti di ‘ste mura”.

Intanto inizia ad arrivare gente e dalle cucine arriva il profumo delle lenticchie, piatto forte della cena che seguirà all’iniziativa. Alle 19.30 la sala è piena, e tutti gli invitati sono stremati ma contenti di essere finalmente qui; e si comincia.

Si inizia con la lettura a più voci di alcuni estratti, scritti e poesie dal libro di Edmond, Mi chiamano sbandato, alcuni più esplicitamente politici e combattivi, altri più tetri e intimi. Poi si dà il via al dibattito: l’iniziativa è stata chiamata “raccontare il carcere: narrazioni e testimonianze da chi lo vive e da chi lo combatte”; tra i partecipanti c’è Radio Onda Rossa, che da quando è nata nel 1977 è sempre stata in prima linea nel narrare, ma anche nel mobilitare, contro il sistema carcerario e, dagli anni ‘80 fino a oggi, pubblica ogni anno la Scarceranda, agenda e quaderno con immagini e pensieri dai detenuti di tutta Italia, oltre a essere una radio ascoltata proprio da chi sta dentro5; intervengono dal palco anche Alter Ego – fabbrica dei diritti e Acad (Associazione contro gli abusi in divisa), che da poco hanno iniziato una collaborazione assidua attraverso la stesura del V.L.A.D. (Vademecum Legale contro gli Abusi in Divisa); ovviamente si inseriscono nel dibattito anche gli interventi dei ragazzi e delle ragazze dell’associazione di Matricola e della più recente Matricola xx6, oltre al giovane editore che ha reso possibile la pubblicazione del libro, della piccola e nuova, ma orgogliosamente indipendente, casa editrice Il galeone.

La discussione è molto ricca; quando si parla di carcere sembra che ci siano certe cose che non cambiano mai, come quello che anche qui viene definito sistema carcerario, che è il sistema-ombra che permette a questa società di riprodurre la macchina del suo controllo e di delegare al di fuori, al non mondo, apparentemente altro da sé, gli indesiderati, gli ultimi, i “dannati della terra”. Dall’altro lato ci sono invece le contingenze, la fase che attraversiamo, simile ma diversa da altri capitoli del nostro passato politico recente. Infatti al centro della discussione ritornano due temi, ripresi da più interventi: il nuovo “decreto - sicurezza” di Salvini e lo stadio come laboratorio di sperimentazione di nuove pratiche repressive da ripartire poi nel resto degli ambiti di insubordinazione sociale (viene fatto l’esempio del Daspo7 dallo stadio, divenuto poi Daspo urbano), in connessione speculare con il carcere, come luogo di sperimentazione di nuove tecniche di controllo.

Si ribadisce che il carcere va rifiutato nella sua interezza, non ci sono mediazioni. Questo è il vero discorso comune: ognuno dei presenti qui agisce in quel limbo tra dentro e fuori il carcere, conosce i carcerati o è stato carcerato; e anche se tutti si dotano di strumenti diversi per combatterlo, chi i vademecum legali, chi l’informazione e la contro-informazione, chi la poesia e chi l’inchiesta, tutti lottano per abbatterlo, perché non ci può essere un carcere buono o un carcere libero ma solo l’annientamento della persona. Dunque o il carcere o la persona; e qui nessuno ha dubbi su da che parte stare.

L’iniziativa si conclude con la proiezione di due video interpretati da giovani e giovanissime che recitano le parole di Edmond e, sullo sfondo, il panorama desolante del carcere di Rebibbia.

Nel frattempo dalla sala arrivano gli odori della cena e prima di iniziare l’esodo verso la tavola, viene ricordato l’appuntamento annuale più importante contro le carceri:

31 dicembre 2018: odio il carcere; come ogni anno, il presidio anticarcerario sotto il carcere di Rebibbia. Appuntamento dalle 10 all'angolo tra via Majetti e via Longo.

E penso, cavoli, il 31 è tra pochissimo. È già natale, è già l’ultimo dell’anno. Cosa pensa chi sta lì, dentro il carcere, e che penso io, che da quando sono adolescente mi reco là sotto, ogni ultimo dell’anno e nel carcere non ci ho mai messo piede, ma ci ho visto finire troppi amici. 

E mentre mi affatico in questi pensieri, mi torna in mente la lettera di Edmond dopo aver sentito il presidio solidale del 31/12/17. E ve la faccio leggere:edmond lettera

1Dal sito http://www.casalealba2.org: “Il Casale Alba 2 è situato nel Parco Regionale di Aguzzano (Roma Nord-Est) e autogestito da un’assemblea di quartiere che lo ha aperto alla collettività dal Dicembre 2012 sottraendolo a progetti non coerenti all’uso pubblico cui era destinato”; questo casale abbandonato, infatti, che sorge non a caso nei pressi del carcere di Rebibbia, doveva essere trasformato in un ICAM (o casa per mamme detenute), dunque in un carcere, finché non è stato sottratto a questo triste destino da un gruppo di ragazzi e ragazze dei quartieri limitrofi che l’hanno ristrutturato e aperto alla popolazione di Rebibbia e dintorni; il casale vive di laboratori autogestiti e l’assemblea che lo compone garantisce anche la manutenzione del parco di Aguzzano in maniera del tutto auto organizzata.

2Dalla pagina facebook di Matricola (https://www.facebook.com/pg/matricola1312/about/?ref=page_internal): “Matricola 1312 è un blog di racconti da dietro le sbarre, evocativi e introspettivi, di un ragazzo che ha deciso di mettersi in gioco”.

3Dal blog di Matricola (https://associazionematricola.com/informazioni/): “PIACERE, EDMOND. Volete darmi un nome? Beh, fate pure. Per molti sono il secco, ultimamente mi chiamo niño, per lo Stato balordo sono la matricola 1312, chiamatemi Dante se volete, il mio purgatorio è una cella e il mio inferno alberga nel mio sguardo. Chiamatemi povero Diavolo se do questa impressione, ma non vi dirò il mio vero nome, non lo dirò per due motivi. Uno, qui lo sento così poche volte che l’ho scordato e sentirlo pronunciare, in varie circostanze, mi coprirebbe di nostalgia. Porto la maschera dello spietato ma non è così. Secondo, metto la mia anima su un foglio, ma io non mi fido. Nei circuiti in cui ho vissuto si ride, si rischia e si muore; è talmente tanto che non amo che vorrei amarvi, ma non posso, queste catene impongono l’odio. Ma un uomo schiavo dell’odio vede solo a metà, quindi voglio amarvi senza palesarmi, così domani potremmo tranquillamente odiarci. Oggi la giornata è magra perché non vi conosco ma vi ho pensato, un abbraccio da un prigioniero di Stato. Edmond Dantès”. Edmond Dantès riprende il nome del giovane marinaio che evade di prigione, protagonista del romanzo di Alexandre Dumas, “Il conte di Montecristo”.

4Mi chiamano sbandato”, edito per la piccola casa editrice indipendente “Il galeone”, è stato presentato nelle seguenti date a Roma: 14 dicembre ore 17 alla libreria Todomodo, 15 dicembre ore 19 alla Libreria Abusiva Metropolitana (BAM), e sarà presentato il 20 dicembre ore 17 alla libreria BancoLibri Sulla Strada (https://www.facebook.com/events/254554365479023/).

5Il programma specifico sul carcere, tema comunque dibattuto in molte trasmissioni sugli 87.9 fm, è La conta - trasmissione sul carcere, curato da Salvatore Ricciardi, che si può ascoltare mercoledì alle ore 15, ogni 15 giorni.

6Dal profilo instagram di matricola xx: “MatricolaXX nasce per raccontare la realtà del 'carcere bianco', quello di chi non sta né dentro né fuoriCi perquisiscono, ci toccano, ci spiano, contano i nostri minuti con loro. Nelle lunghe attese, piene di agonia, sta tutto il nostro amore. Noi, le donne che entrano in carcere, ci travestiamo con grandi sorrisi, indossiamo una corazza di coraggio, per un'ora a settimana entriamo nel "mostro di cemento", cancelliamo il dolore dell'assenza. Noi con i polsi tagliati, lo smalto sulle unghie, il mascara per coprire il pianto, ridiamo e lottiamo. Perchè lo Stato c'ha tradito ma noi stamo sempre qua”.

7D.A.SPO., acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive.