2020 05 13 basagliaIn tempi di pandemia ci sembra importante ricordare, attraverso le riflessioni di una nostra redattrice, l'anniversario della Legge Basaglia, una legge che è andata oltre l'ambito che doveva inquadrare -quello psichiatrico- e che "invitava a trattare l’oggetto come soggetto, ricordando che i numeri umani sono individui". Oggi, ai numeri di contagi-decessi-guariti, si aggiungono i numeri dei nuovi esclusi a cui destinare aiuti economici, che però, non solo sono insufficienti, ma spesso nemmeno arrivano nelle mani delle persone che ne hanno bisogno. E allora, chi non vede nei propri quartieri, nelle proprie borgate, numeri ma persone, ha deciso di rimboccarsi "le maniche per dare risposta con cose reali".

 

Ti bramo MORMAlità

Partiamo dalle cose semplici e che non si confondano con le cose facili.
Norma, regola, legge.
Cosa differenzia queste tre parole sebbene a prima vista possano sembrare sinonimi?
Bene, diremmo grossolanamente che la norma è ciò che essendo perpetuata diventa abitudine, diventa “normale”, ergo una norma.
La regola è ciò che viene suggerito da una figura “autorevole” per far in modo che la gestione del frangente sia ordinata e gestita al meglio.
Ora passiamo alla legge, beh qui potremmo citare Totò e Fernandel; diciamo che la legge è qualcosa che va rispettata, pena sanzioni, ammende,multe e reclusioni. Ci sta.
Se la norma e la regola sono per così dire abitudini e comportamenti, la legge è qualcosa che arriva dall’alto; da chi ha potere di esercitare, di dare ordini che debbono essere necessariamente rispettati. La legge è legge…per l’appunto.
Oggi ne parliamo perché proprio 42 anni fa, esattamente il 13 maggio 1978, è stata approvata una legge, conosciuta come “legge 180” o “legge Basaglia”.
Questo il link per consultarla.

Tale legge celebra magistralmente il connubio tra queste tre parole perché,straordinariamente, essa suggerisce regole che sono finalizzate a normare il vivere comune.
Franco Basaglia era un uomo delle istituzioni si, psichiatra si, ma filosofo e luminare, capace di andar oltre le “semplici” contraddizioni, partendo da frasi lapidarie che troneggiano forti ancor oggi su magliette, canzoni e muri di cinta:
DA VICINO NESSUNO E’ NORMALE
Aparte la Costituzione, ben inteso – la cui attuazione con sommo dispiacere, per fortuna ancora di molti, sembra un lontano ricordo- questa legge è un atto di civiltà come da tempo non abbiamo il piacere di beneficiare; una legge umana ed umanitaria che chiudeva gli istituti psichiatrici e invitava a trattare l’oggetto come soggetto, ricordando che i numeri umani sono individui.
Questa legge si occupa di chiudere gli ospedali psichiatrici e di regolamentare i trattamenti sanitari obbligatori (TSO): il manicomio fino ad allora era nient’altro che un luogo di contenimento fisico, un luogo di istituzionalizzazione, una sorta di lazzaretto dove ammassare i devianti e tutte le paure della società riversate su di essi, un luogo dove si applicava ogni tipo di contenzione e pesanti terapie farmacologiche e invasive come ad esempio l’uso di forti psicofarmaci sedanti e l’elettroshock.
Franco Basaglia, però, con le sue parole, le sue azioni e i suoi numerosi scritti, non si occupava solo dell’istituzione psichiatrica e dei suoi “degenti”, ma offriva anche un prezioso contributo alla relazione del e tra l’essere umano; considerazioni degne, come detto, dei migliori trattati filosofici.
Vorremmo far dire questo concetto a chi attraverso l’arte ha dedicato la sua vita al mondo della malattia mentale e alla divulgazione della legge 180. Un attore e regista, un teatrante di vero genio venuto a mancare lo scorso settembre.
Così lo ricordiamo e salutiamo.
Claudio Misculin, Accademia della Follia Trieste.

Se da vicino nessuno è normale come si può generare una legge, regola, norma che valga per molti e persino per tutti?
Citando sempre il dottore della mente: probabilmente ripartendo dal singolo, dal soggetto, dal numero uno che siamo tutti e ognuno di noi.
Che si tratti di norma di regole o di leggi, il comune denominatore delle istituzioni, della burocrazia e dell’economia rimane, però, solo il numero.
Numeri, numeri utili, numeri di voti, di likes, di followers, numeri di protocolli;
Miliardi, trilioni, milioni; siano euro, siano buoni per la spesa o siano PERSONE.
Numeri, numeri, numeri negativi positivi relativi.

I governi –centrali e locali- danno numeri.
La quotidianità nei nostri, particolarissimi, giorni si è palesata con libertà violate, regole cambiate, norme annullate e leggi divenute un vero affare rigido e, forse, un tantino incomprensibile.
Quindi i numeri, ma i fatti?
I fatti sono che i numeri rimangono numeri e la realtà dei singoli si è dovuta organizzare, capire come fare per vivere e sopravvivere, come poter aiutare e come poter essere aiutata. Da chi?
Il numero troneggia e più ci si avvicina ad esso, più lui si allontana nel suo tangibile come i migliori dei miraggi.
Per gli istituti delle istituzioni sembra che il numero, come singolo, vada preso in considerazione solo se differisce dall’insieme e non certo per sottolinearne azioni premianti.
Milioni di euro, migliaia di sostegni, centinaia, centinaia e diciamo ancora centinaia di famiglie aiutate in questo momento di difficoltà.2020 05 13 basaglia spesa
Questi ancora solo numeri.
I fatti sono che le cittadinanze, i paesi, i quartieri, le periferie, le borgate, i singoli piccoli, si sono rimboccati le maniche per dare risposta con cose reali.
Anche la nostra capitolina capitale capitola; non può esser da meno ed eccola ad inseguire i numeri della visibilità con slogan spot e ritrovandosi coinvolta (come sembrerebbe esser accaduto) con realtà dalle quali poi a posteriori si dissocia, giustificandosi di inconsapevolezza.
A riprova: la retta è un insieme di singoli punti.
Dunque se non vale per le persone vale certo per i selfie: 1=1
Per chiudere con la partenza per ripartire.
Oggi, 13 maggio, a memoria di un passaggio importante per una degna società, auspichiamo che la specificità di ognuno venga riconosciuta, rispettata e valorizzata, ogni singolo coeso e pronto a contribuire al miglioramento del vivere comune; sia esso un piccolo o un grande, un debole o un potente, perché anche quest’ultimo, se scende dal piedistallo si svela: da vicino nessuno è normale.