2018 11 29 salute vignettaLa redazione di Levante ha intervistato uno degli attivisti del Coordinamento Cittadino Sanità. Dopo il precedente articolo continuiamo ad approfondire la situazione della
sanità a Roma Est con una delle realtà che da quasi un anno si muove nel nostro quadrante tra iniziative, volantinaggi e assemblee ai distretti sanitari.


1) Iniziamo con un po' di storia, quando nasce il coordinamento cittadino sanità? Chi ne fa parte? Perché avete sentito l’esigenza di creare un coordinamento su questo tema?
Il Coordinamento Cittadino Sanità nasce all'inizio di quest'anno dalla volontà di alcune realtà, da tempo in lotta per il rilancio della Sanità pubblica, di coordinarsi per mettere a fattore comune le diverse esperienze e realizzare mobilitazioni per una Sanità Pubblica, Gratuita, Universale e Umanizzata. Le realtà che la compongono sono composte sia da lavoratrici e lavoratori della sanità, come ad esempio i Coordinamenti Lavoratrici e Lavoratori Policlinico e Spallanzani, sia da utenti della Sanità, come ad esempio Codice Rosso operante principalmente nel territorio della Asl Roma 2 o il CoNUP 1 . L'idea è anche quella di praticare un metodo di relazione nelle lotte che unisca realtà magari anche differenti ma accumunate dalla volontà di alimentare mobilitazioni di lavoratori e utenti.


2) Nell’ultimo anno avete diffuso un vademecum per gli utenti delle ASL sulle liste di attesa (scaricabile qui). Per prima cosa, come funzionano le liste di attesa nel Lazio? Qual è la situazione a Roma?

Con le liste di attesa facciamo i conti tutti quando abbiamo la necessità di una visita o di un'analisi. Spesso siamo costretti ad aspettare mesi per una prestazione pubblica. Se però ci rivolgiamo, ad esempio, all'intramoenia che opera nelle stesse strutture pubbliche ma con prestazioni private a pagamento, magicamente i tempi di attesa si azzerano. Dunque quello delle liste di attesa è un tema universale e allo stesso tempo un elemento su cui si misura la qualità del servizio sanitario pubblico. Da un po' di tempo il Sistema Sanitario Regionale ha reso disponibili i dati sui tempi di attesa sul sito: https://www.salutelazio.it/monitoraggio-tempi-di-attesa . Quando un medico ci fa la ricetta per una visita o un'analisi, deve mettere una classe di priorità: U (urgenti) per prestazioni che devono essere effettuate entro 72 ore; B (brevi) per prestazioni che devono essere effettuate entro 10 giorni; D (differibili) per prestazioni che devono essere effettuate entro 30/60 giorni; P (programmabile) per prestazioni che devono essere effettuate entro 180 giorni. Dal sito sopracitato possiamo vedere quante prestazioni vengono soddisfatte nei tempi previsti da questi codici. La prima cosa che salta agli occhi dai dati del Lazio è una situazione che sembra complessivamente positiva ma che se la scomponiamo per codice priorità mostra già molti problemi per il codice priorità D (i più diffusi) che sostanzialmente non vengono erogati nei tempi previsti. Se poi analizziamo i dati per la Asl Roma 2 i dati sul codice priorità D diventano drammatici. In pratica i dati confermano quello che tutti misuriamo sulla nostra pelle: fare una visita o un'analisi in tempi accettabili è molto, molto difficile a Roma.
Il Vademecum che stiamo diffondendo parte dall'esistenza di una legge 2 (la 124 del 1998), che autorizza i pazienti che non trovano disponibilità per una visita o un'analisi nei tempi previsti dal codice priorità ad effettuare la prestazione in intramoenia senza alcun costo aggiuntivo. E' una legge che non conosce nessuno perché non pubblicizzata dalle Asl. Il nostro scopo non è quello di spostare le prestazioni sull'intramoenia (per quanto ci riguarda deve essere abolita), ma un modo per far esplodere una contraddizione e dare agli utenti uno strumento per fare pressione sulla pubblica amministrazione per risolvere il problema delle liste di attesa.


3) Venerdì 16 novembre si è svolta l’assemblea cittadina “Per una sanità libera, gratuita ed universale” presso la direzione del distretto 5 ASL RM2 al Santa Caterina, qual è la situazione di questa ASL? Perché avete scelto il Santa Caterina?
Come spiegato prima questa Asl vive una situazione particolarmente drammatica. I motivi crediamo vadano ricercati nel mix micidiale composto da una popolazione
estremamente numerosa (è il distretto sanitario più grande d'Europa) sommata alla diminuzione dei servizi offerti. Se poi provi a cercare di stanare le istituzioni al confronto con i cittadini su questi problemi trovi latitanza, risposte fumose o veri e propri depistaggi. Come Coordinamento Cittadino Sanità abbiamo pensato, tra le altre cose, di individuare un territorio nel quale sperimentare concretamente il nostro intervento. Quando si è trattato di scegliere il territorio la scelta è ricaduta in maniera naturale sulla Asl Roma 2. In questo senso l'Assemblea al Santa Caterina è un passaggio di un intervento che vuole essere più ampio.


4) Da mesi volantinate davanti alle ASL e soprattutto nei distretti della ASL RM2, quali sono le reazioni della gente che incontrate durante i volantinaggi? Cosa pensano delle liste di attesa e del vostro vademecum per evitarle?
Le persone che incontriamo durante i volantinaggi sono chiaramente consapevoli (lo vivono sulla propria pelle) delle infinite liste di attesa o addirittura delle agende chiuse e quindi sono generalmente ben disposte nei nostri confronti (oltretutto noi facciamo i volantinaggi principalmente fra Cinecittà/Appio Tuscolano/Quadraro, Torpignattara/l.go Preneste e Centocelle, zone fortemente proletarie). Tanto che alcune persone ci chiedono anche più copie del vademecum per portarle a amici e parenti. Contemporaneamente però c'è una certa sfiducia nella possibilità di fare qualcosa e quindi si tende a delegare ad altri la soluzione dei problemi. Un altro aspetto che risalta è, ovviamente, la condizione di debolezza che si vive quando si ha necessità di ricorrere al servizio sanitario e quindi i limiti che questa condizione pone all'attivazione diretta delle persone. Un ultimo aspetto che possiamo ritenere investigato è - mediamente - una maggiore comprensione degli utenti più anziani che spesso sono stati protagonisti di lotte nella loro vita lavorativa e sanno che il Servizio Sanitario Nazionale è stata una conquista di lavoratrici e lavoratori, una consapevolezza che sfuma - con lodevoli eccezioni - con il diminuire dell'età dell'interlocutore.


5) Come continuerà la lotta per abbattere le liste di attesa? Quali sono le prospettive di questa vertenza?
La situazione è in forte evoluzione. Mentre pratichiamo questo intervento con il Vedemecum il nuovo Governo nazionale sta promettendo nuove programmazioni/investimenti nazionali anche sulle liste di attesa. Contestualmente il Lazio è uscito dagli 11 anni di rientro dal deficit e Zingaretti promette investimenti e assunzioni. In teoria è una fase di opportunità per migliorare il Servizio Sanitario Pubblico e per questo abbiamo chiesto di partecipare agli Osservatori sulle Liste di Attesa previsti in ogni Asl e in Regione, in modo da verificare gli intendimenti istituzionali e dare voce a utenti e lavoratori attraverso il Coordinamento Cittadino Sanità. Dall'altra però non ci sfugge la deriva in atto verso la privatizzazione della Sanità, e il nostro timore è che si approfitti di questa fase per alimentare gli appetiti di chi vuole realizzare profitti con la salute, anche svuotando quelle leggi che offrono uno strumento agli utenti come ad esempio la legge 124/1998. Per questo è importante continuare a costruire mobilitazioni e attualizzare continuamente gli interventi, a cominciare dal Vademecum per Evitare e Liste di Attesa.
Di fondo riteniamo che i diritti, in quanto tali, non esistono. Esiste solo la capacità, o meno, di imporli con le lotte.


Per contattare il Coordinamento Cittadino Sanità scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Note:
1) Coordinamento Nazionale Unitario Pensionati
2) Testo di legge disponibile su: http://www.medicoeleggi.com/argomenti/11016.htm