2019 01 11 inquinamento fotoChe l'inquinamento da polveri sottili abbia effetti devastanti sulla salute non è né una novità né una assurdità. Gli studi epidemiologici hanno mostrato una correlazione tra le concentrazioni di polveri in aria e la manifestazione di malattie croniche alle vie respiratorie, in particolare asma, bronchiti, enfisemi e non solo. Eppure, nonostante le tante evidenze scientifiche e le molteplici soluzioni a un problema comune a diverse città italiane, si continuano a proporre rimedi inutili e inefficaci come le domeniche ecologiche…

Il nemico: le polveri sottili

Con il termine generico di polveri sottili PM (Particulate Matter) si indica quell’insieme di particelle solide e liquide che si trovano in sospensione nell'aria e che può avere un’origine primaria da fenomeni naturali (processi di erosione del suolo, dispersione di pollini) o da attività dell’uomo (processi di combustione, traffico veicolare, impianti di riscaldamento). Esiste anche un’origine secondaria che si genera in atmosfera per reazione di altri inquinanti come gli ossidi di azoto (NOx), il biossido di zolfo (SO2), l’ammoniaca (NH3) ed i Composti Organici Volatili (COV), per formare solfati, nitrati e sali di ammonio.

Le particelle di dimensioni inferiori costituiscono un pericolo maggiore per la salute umana, in quanto possono penetrare in profondità nell’apparato respiratorio; è per questo motivo che dovrebbe essere attuato un monitoraggio ambientale di PM10 e PM2.5 che rappresentano, rispettivamente, le frazioni di particolato aerodisperso aventi diametro aerodinamico inferiore a 10 µm e a 2.5 µm (1 micron = 1 millesimo di millimetro)

Il controllore: le centraline

Le polveri sottili vengono misurate da apparecchiature in grado di rilevare la concentrazione in base al diametro delle particelle in sospensione. L'ARPA Lazio, con la gestione di 13 centraline attive sul territorio del Comune di Roma, supporta la Regione Lazio nelle attività di monitoraggio della qualità dell'aria. Tra queste centraline c’è anche la centralina “Preneste” che, a differenza di quanto possa far intuire il nome, non si trova più a Largo Preneste e nemmeno nelle sue vicinanze, bensì a quasi 1 km di distanza a Largo Bartolomeo Perestrello in un area distante dalle via di scorrimento principali come Via Prenestina, Via Casilina, Via dell’Acqua Bullicante.Ma nonostante questa situazione protetta negli ultimi 10 anni, in base alle rilevazioni fatte dall’ARPA1, la centralina Preneste ha sempre registrato lo sforamento dei limiti giornalieri di concentrazione delle polveri sottili PM102 e dal 2009 al 2015 anche il limite dei 35 sforamenti massimi annuali previsti dalle normative.2019 01 11 inquinamento

E alla tendenziale “positiva” diminuzione registrata negli ultimi anni fa da contraltare la tendenziale scalata “negativa” della centralina “Preneste” nella speciale classifica delle centraline con il maggior numero di sforamenti annuali tra tutte le centraline nel comune di Roma, indicazione minima che la situazione non sta migliorando dome dovrebbe. E i dati dei primi giorni del 2019, che vedono la centrale “Preneste” con già 4 sforamenti, doppi rispetto alle altre centraline, non promettono nulla di buono3. 2019 01 11 inquinamento2

Ma su questi dati pesano due grosse incognite: la prima è che se la centralina “Preneste” avesse mantenuto l’originale collocazione, i dati di inquinamento atmosferico sarebbero, con ogni probabilità, ancora più allarmanti, considerando l’enorme volume di traffico che attraversa Largo Preneste, incrocio di importanti vie di comunicazione sia sull’asse nord-sud che su quello est-ovest. La seconda è che le uniche particelle sottili misurate sono le PM10 non essendo previste, per questa centrale, le misurazioni per le particelle di diametro più piccole e ritenute più rischiose per la salute.

La soluzione (sbagliata): le domeniche ecologiche

Bloccare il traffico delle automobili private, di domenica, quando le corse degli autobus sono ridotte ancor di più che nei giorni feriali e quando qualunque servizio non essenziale è chiuso, oltre a un dispetto ai lavoratori che non riposano i giorni festivi e una presa in giro a bambini, anziani e chi soffre maggiormente gli effetti dell'inquinamento atmosferico e attesta l'incapacità degli amministratori a trovare i veri grandi responsabili dell’inquinamento.

La soluzione (giusta): scelte della politica a vantaggio della salute dei cittadini

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità sette milioni di persone ogni anno muoiono prematuramente di malattie non trasmissibili a causa dell’inquinamento. Molti contaminanti atmosferici danneggiamo anche il clima. Ritiene anche che, diminuendo il livello di un particolare tipo di inquinante (conosciuto come PM10), si potrebbe ridurre la mortalità nelle città inquinate del 15% l’anno. Inoltre denuncia che solo il 12% delle grandi città rispetta i valori guida per la qualità dell’aria e pertanto raccomanda un intervento urgente di riduzione dell’inquinamento urbano. A dicembre scorso a Roma si è svolto un incontro internazionale su salute e cambiamenti climatici all'istituto Superiore di Sanità con l’obiettivo di redigere una “carta internazionale” che sia strumento d’indirizzo capace di fornire raccomandazioni e suggerire azioni utili innanzitutto ai decisori politici ma anche strumento per far crescere la consapevolezza su queste tematiche cercando di porle al centro di tutte le agende.

Ma il tema delle scelte della politica a vantaggio della salute dei cittadini, e quindi a svantaggio di grandi multinazionali e interessi privati, non può più essere affrontato solo ed esclusivamente dalla comunità scientifica. Di dati ed evidenze ce ne sono a sufficienza. E non sono solo raccolti da scienziati ed esperti, bensì anche da tutti quei cittadini che in qualunque lato del nostro paese stanno lottando contro opere inutili, dannose e costose come TAV, MUOS, TAP, per non parlare delle grandi e piccole “terre dei fuochi” nascoste dai giornali ma denunciate quotidianamente dagli abitanti che vivono in prima persona gli effetti devastanti.

Se con le multe fatte durante i cinque giorni annuali dei blocchi del traffico le amministrazioni pagano a malapena l'apparato di controllo (durante la più recente domenica ecologica la polizia locale ha effettuato all'incirca 400 multe, il cui incasso ammonta a poco più di 50mila euro), quanto ne guadagnerebbe la città in termini di salute con un trasporto pubblico che funzioni eccellentemente tutti i giorni dell'anno?

2 Il limite per la protezione della salute umana prevede una media giornaliera massima di 50 µg/m3