occupazione ASL Roma2Ieri, 4 Aprile, una cinquantina di persone si sono presentate alla direzione generale della ASL RM2 di via Filippo Meda, il distretto sanitario più grande d'Europa. Da mesi il Coordinamento Cittadino Sanità (qui l’intervista a cura della redazione) chiede un appuntamento alla direzione per affrontare la questione delle liste di attesa. Esasperati da infinite e vergognose attese per visite ecografiche e specialistiche nell’ultimo anno hanno invaso le varie sedi dell’Asl di questo territorio con volantini e vademecum per “evitare” le liste d'attesa, hanno inviato PEC (Posta Elettronica Certificata) e il 16 Novembre hanno organizzato un'assemblea al Santa Caterina (qui il racconto ed un approfondimento sulla situazione della sanità a Roma Est ), scientemente evitata dalla direzione, senza ottenere alcuna risposta. Dunque, hanno avuto come unica scelta per ottenere un dialogo, occupare la sede della direzione.

In questo frangente le richieste dei lavoratori e cittadini del Coordinamento e della rete Codice Rosso (qui l’intervista a cura della redazione) si sono unite agli occupanti ed attivisti dei movimenti di lotta per la casa. Il decreto Lupi dal 2014 nega la residenza a chi vive in occupazioni abitative e quindi nega il diritto all’accesso alle cure nel SSN.  Da tempo impegnati in questa battaglia per smantellare un decreto tanto ingiusto hanno deciso oggi di unire la propria rivendicazione con chi lavora nelle Asl e si occupa da tempo di questi temi.

Le loro richieste sono semplici:
-abolizione dell'intramoenia, esercizio privato dei medici della struttura pubblica all'interno della struttura stessa, un servizio più caro ed usato come elimina code;
-creazione di un registro per le residenze sanitarie per permettere a tutti l'accesso alle cure;
-un piano serio per ridurre le liste d'attesa, visto che i 970 mila euro stanziati nel 2017 non hanno dato molti risultati positivi. 

In un Paese dove 12 milioni di persone rinunciano alle cure per motivi economici il percorso avviato dal Coordinamento insieme ai movimenti per l’abitare vuole essere un cammino partecipato da utenza ed operatori per rilanciare un servizio sanitario gratuito ed efficace, che garantisca l'accesso alla salute in maniera universalistica.

Questo pare che alla direzione non interessi troppo, all'interno della struttura non c'era nessuno dei dirigenti che potesse dare delle risposte, i dipendenti erano in difficoltà e non appena arrivate le forze dell'ordine si sono rinchiusi nelle loro stanze. Può sembrare strano, ma chi lavora nella direzione di un distretto sanitario che copre una popolazione di 1,290,266 persone non vuole, nè sa come, dialogare con chi quel servizio lo vive quotidianamente. L'intermediazione per buona parte della mattinata l'hanno dovuta svolgere le forze dell'ordine, accorse prontamente con fare intimidatorio verso chi stava solo reclamando i propri diritti, ma dopo due ore la situazione si è sbloccata. La determinazione di chi aveva occupato la sede della direzione sanitaria, nel non voler abbandonare l'edificio, ha ottenuto un primo risultato: il 18 Aprile alle 10 il dirigente responsabile delle liste d'attesa incontrerà una delegazione al Santa Caterina in via Forteguerri.

Sarà difficile che verranno accolte le istanze portate in questa sede, ma dopo i 25 miliardi tagliati negli ultimi dieci anni, la scure dello smantellamento e del regionalismo differenziato si sta per abbattere sul sistema sanitario, ed ora è un momento cruciale per chi, lavoratori e utenti del Sistema Sanitario Nazionale, vuole fermare questa tendenza e ritornare a camminare verso la costruzione di un sistema che garantisca l'accesso gratuito ed universalistico alla salute.

Intervista di Radio Onda Rossa agli attivisti

Il comunicato della giornata:

Questa mattina in una numerosa delegazione gli abitanti del territorio della ASL RM2 hanno portato la loro protesta nei confronti della Direzione della stessa ASL presso la sede di via Filippo Meda.
Da tempo è in corso un processo che tende a smantellare pezzo per pezzo l'universalità e l'accessibilità all'assistenza sanitaria pubblica tutto a vantaggio degli interessi privati che fanno della salute un mero fatto di profitto e speculazione.
Una delle forme più odiose è sicura
mente quella che usa sistematicamente l'intramoenia come "saltafile" garantendo solo a chi se lo può permettere di usufruire di visite e prestazioni in tempi accettabili. Tutto ciò oltre che essere ignobile è vietato da leggi e normative che colpevolmente e scientemente vengono ignorate.
La ASL RM 2, nonostante richiesto in ogni forma dal Coordinamento Cittadino Sanità che da tempo ha promosso una campagna contro tutto questo, ha sempre rifiutato qualsiasi confronto su queste questioni, negando qualsiasi trasparenza su queste pratiche scellerate.
Ora basta!
Chiediamo, come la legge prescrive a chiare lettere, che gli appuntamenti in intramoenia vengano sospesi da subito fin quando non ci sia un sostanziale equilibrio con le visite e le prestazioni in regime normale, o che la ASL si assuma di integrare di sua tasca la differenza.
Chiediamo che siano abbattuti tutti gli ostacoli posti dalle misure securitarie poste in essere negli ultimi anni,con le leggi sulla sicurezza di Lupi, Minniti, Orlando e Salvini, che negando il diritto alla residenza, rendono di fatto impossibile l'accesso alla sanità alle fasce più deboli tra cui i migranti.
Per una Sanità universale, gratuita ed umanizzata !

Coordinamento Cittadino Sanità Movimento per il Diritto all'Abitare

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